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Sondrio, bimba nigeriana muore in ospedale, insulti alla madre disperata: "Scimmia"

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5' di lettura

La piccola di 5 mesi ha perso la vita al Pronto soccorso. Secondo una testimone, alcune persone in sala d’attesa, sentite le urla strazianti della madre, hanno iniziato a lamentarsi con commenti razzisti. L'ospedale: "Nessuna percezione di insulti". E valuta esposto 

Dopo aver appreso che la sua bimba di appena cinque mesi era morta in ospedale, una madre nigeriana ha reagito con comprensibile disperazione. Le sue urla strazianti avrebbero però infastidito alcune persone presenti nella sala d’attesa, che hanno iniziato a lamentarsi e a insultare la donna. È quanto sarebbe accaduto la mattina dello scorso 14 dicembre a Sondrio. A raccontare la vicenda Francesca Gugiatti, maestra elementare e consigliera comunale nel capoluogo della Valtellina, che ha assistito alla scena. La storia, riportata sul sito Sondriotoday, è stata poi confermata dalla stessa Gugiatti in un’intervista a Open. Ma l'ospedale precisa di non aver avuto "alcuna percezione di insulti razzisti", e ora valuta l'esposto per tutelare il proprio nome. A chiarire la vicenda, sotto tutti gli aspetti, le indagini da parte dei carabinieri del Comando provinciale di Sondrio che hanno anche effettuato un sopralluogo nell'abitazione della coppia nigeriana, mentre la Procura ha disposto l'autopsia sul corpicino della bimba. 

La tragica morte

La mattina di sabato scorso, la mamma della bimba, una donna nigeriana residente a Sondrio, si era accorta che la piccola non stava bene e non respirava normalmente. È scesa in strada chiedendo aiuto e ha trovato un uomo che ha portato lei e la figlia in ospedale in auto. Quando sono arrivati al Pronto soccorso dell'ospedale civile di Sondrio, però, la neonata era in condizioni disperate e non respirava già da tempo. I medici che l'hanno presa in cura non hanno potuto salvarle la vita. Poco dopo è arrivato anche il papà, avvisato dalla madre, e i genitori hanno ricevuto la terribile notizia.

I commenti: "Tanto loro ne sfornano uno all’anno"

Alla scena che è seguita ha assistito Francesca Gugiatti, che era al pronto soccorso per un malore e che poi ha scritto su Facebook: "Dalla sala d'attesa iniziano commenti di ogni tipo. Chi parla di riti tribali, chi di satanismo, chi di scimmie, chi di 'tradizioni loro', chi di manicomi. Giudizi, parole poco appropriate, cattiveria, tanta". "La tristezza ha iniziato ad invadermi - ha raccontato la ragazza -. Nel frattempo ho sperato più che mai che calasse il silenzio fra le voci insopportabili e malvagie di quegli individui. E invece no, anche di fronte alla morte di un innocente, le voci hanno continuato. La più tremenda è stata: 'tanto loro ne sfornano uno all'anno'. Siete davvero schifosi”.

La testimone: "Purtroppo non erano solo un paio di persone"

La testimone ha spiegato poi a Open che “purtroppo non erano solo un paio di persone” a fare i commenti razzisti, “ma quasi l’intera sala in cui si trovavano circa 15 persone, tra pazienti e accompagnatori”. Alla domanda se ci fossero altre persone con cui ha assistito alla scena e si è poi confrontata, ha replicato: “Sono stata contattata da un’altra ragazza, che era stata accompagnata da un’amica, che si trovava in pronto soccorso durante l’accaduto e mi ha ringraziata per aver raccontato pubblicamente l’episodio. Anche lei era rimasta allibita e amareggiata da quanto successo”. “Ho condiviso l’accaduto in un post su Facebook: inizialmente il post era pubblico - ha aggiunto -, poi l’ho impostato come privato, quindi non è leggibile se non ai miei amici”.

L'ospedale: "Non abbiamo avuto percezione di insulti razzisti"

"Noi non abbiamo avuto alcuna percezione di insulti razzisti", ha spiegato il direttore del Pronto Soccorso, Raniero Spaterna. "La sala dove eravamo noi - spiega - era abbastanza isolata e ci siamo concentrati nel prestare la massima attenzione a una mamma che aveva perso sua figlia". Le urla certamente ci sono state "ma in questi ambienti le scene di disperazione non sono certo rare". Il medico ricorda che alcuni giorni fa il figlio di una persona che è morta ha preso a calci le porte. "Se ci sono state delle frasi razziste - ha aggiunto Spaterna - io non le ho sentite e, come me, gli altri operatori in servizio al Pronto Soccorso".

Le reazioni della politica

Condanna unanime da parte della politica. Questo racconto, ha scritto su Facebook la viceministra dell’Istruzione Anna Ascani, “fa davvero accapponare la pelle. Quelle parole intrise di odio razziale, di cinismo, di totale mancanza di empatia, ci descrivono un'umanità smarrita. Mi chiedo: se quelle urla disperate fossero state di una donna italiana, la reazione sarebbe stata la stessa? Non ci si vergogna più di essere razzisti. Anzi, lo si vuole esternare. Lo si vuole far sapere. Ci si vanta. Questo fa paura”.  Sul caso interviene anche la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. "Da madre – scrive su Facebook - non posso che provare profondo disprezzo per chi è così infame da insultare una donna straziata dal dolore più atroce che un essere umano possa provare. Non ho parole, che schifo". Mariastella Gelmini, di Forza Italia, parla di "storia tristissima e di intolleranza" e Matteo Renzi di Italia Viva chiede di "fermarci per chiederci che cosa rischiamo di diventare. Quella mamma merita solo il nostro abbraccio, non lo sprezzo razzista”.

Data ultima modifica 19 dicembre 2019 ore 12:53

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