Maturità 2020, ecco come cambierà l’esame: da prove Invalsi obbligatorie al tema di storia

Cronaca

Tra le novità, l'obbligo di aver sostenuto la prova Invalsi per essere ammessi all'esame, la reintroduzione della traccia di storia e l'eliminazione del sorteggio delle tre buste all'orale

Aver sostenuto le prove Invalsi durante l'ultimo anno scolastico - oltre all'alternanza scuola/lavoro e al requisito della frequenza scolastica e del profitto - sarà un elemento necessario per l'ammissione all'esame di Stato 2019/2020. È l’ultima novità per la maturità di giugno 2020, contenuta nella circolare diffusa oggi dal Miur. Si parla anche della reintroduzione della traccia di storia e dell'avvio del colloquio orale attraverso l'analisi, da parte dello studente, dei materiali preparati dalla commissione, eliminando quindi il sorteggio delle tre buste (LO SPECIALE SCUOLA).

Un cambiamento deciso con la Buona Scuola

In realtà, che le nuove prove Invalsi di quinta superiore dovessero diventare obbligatorie era già previsto dal decreto legislativo sulla revisione degli esami di Stato del 2017, come stabilito dalla legge sulla Buona Scuola, ma l'ex ministro dell'Istruzione Marco Bussetti l'anno scorso aveva deciso di rinviarne l'obbligo di un anno. Ora dunque si è imposta l'applicazione, per evitarla era necessaria infatti una nuova norma che avrebbe dovuto modificare il decreto del 2017.

Niente più sorteggio delle buste all’orale

Tra le altre novità, niente più buste all’orale. "Le aboliremo. Manterremo i materiali, ma le buste saranno eliminate", ha annunciato il 21 novembre il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, spiegando di aver firmato una circolare che permetterà di introdurre i nuovi cambiamenti dalla prossima maturità, quella del 2020. "Non vogliamo che l'esame di Stato sia un motivo di stress”, ha precisato il ministro, “questo non fa bene a nessuno. Gli studenti devono andare all'esame fieri della propria preparazione. Non vogliamo trabocchetti”. Le buste avevano debuttato nell'esame del 2019: erano tre per ogni candidato, che se le ritrovava davanti una volta entrato nell'aula per sostenere la prova orale, ultima tappa dell'esame di Stato. All'interno c'erano alcuni materiali per iniziare il colloquio, predisposti dalla commissione.

Torna la traccia di storia

La storia, invece, torna a far parte delle materie dell’esame di maturità. Si fa un passo indietro quindi indietro rispetto alla decisione del precedente governo che aveva abolito la traccia dedicata alla materia. "Siamo riusciti a reintrodurla sotto la prova di tipo B - ha spiegato il ministro - che prevede l'analisi e la produzione di un testo argomentativo. La nostra nuova clausola dispone che una delle tre tracce incluse nella prova di tipo B sia obbligatoriamente dedicata alla storia”.

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