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Ilaria Cucchi querela Salvini: "Non può giocare sul corpo di Stefano"

2' di lettura

La sorella del geometra romano, morto il 22 ottobre del 2009, ha deciso di querelare l’ex ministro dell’Interno per le parole usate a commento della condanna di due carabinieri per omicidio preterintenzionale. "La droga fa male", aveva detto Salvini

Ilaria, la sorella di Stefano Cucchi, ha deciso di presentare una querela per diffamazione nei confronti dell'ex ministro dell'Interno, Matteo Salvini, per le sue dichiarazioni sulla morte del ragazzo. Dopo la sentenza di condanna a 12 anni per omicidio preterintenzionale nei confronti di Alessio Di Bernardo e Raffaele D'Alessandro, il leader del Carroccio aveva affermato che il caso “testimonia che la droga fa male”, alludendo ai problemi di tossicodipendenza avuti dal giovane geometra romano.

"Stefano non è morto a causa della droga"

Per l'avvocato della famiglia Cucchi, Fabio Anselmo, "è chiaro che si tratta di un'uscita pubblica che ha uno scopo comunicativo ben preciso: distrarre l'opinione pubblica da quello che era il nocciolo della notizia e cioè della vittoria della giustizia e della dimostrazione che aveva ragione la famiglia Cucchi".
“Salvini ha perso l'occasione per stare zitto", era stato il commento a caldo di Ilaria Cucchi. “Anche a me fa paura la droga ma mio fratello Stefano non è morto a causa della droga: questo lo abbiamo appurato nel processo anche se era chiaro fin dal principio; ora è ancora più chiaro".

"Matteo Salvini non può giocare sul corpo di Stefano"

Oggi Ilaria Cucchi affida il suo sgomento a Facebook. Sul suo profilo pubblica un post accompagnato dall’immagine, drammatica, dell’autopsia del fratello. "Il signor Matteo Salvini non può giocare sul corpo di Stefano Cucchi. Non posso consentirglielo. Questo era il suo volto quando io e i miei genitori lo vedemmo all'obitorio il 22 ottobre del 2009. Questo era quel che rimaneva di Stefano. Dei suoi diritti. Della sua dignità di essere umano".
E ancora: “Il giorno in cui viene pronunciata la sentenza ha il coraggio di dire quelle parole come se fosse al bar e parlasse ai suoi amici? Sono solo una normale cittadina ma non posso fare altro che querelarlo. Mi piacerebbe tanto - conclude Ilaria Cucchi - che l'attuale Ministro dell'Interno sostituisse la costituzione di parte civile fatta proprio dal sig. Salvini con la propria. Non sono un avvocato ma forse potrebbe essere possibile. Ed ora che i leoni da tastiera si scatenino pure con le loro menzogne sempre più raffinate e costruite ad arte. Io vado avanti".

La risposta di Matteo Salvini

Da Carpi, nel modenese, dove si trova oggi, il leader della Lega ha commentato: "Me ne farò una ragione, mi ha querelato anche Carola Rackete. Dopo le minacce di morte dei Casamonica, i proiettili in busta e le scritte sui muri, non è una querela a farmi paura anzi. Andremo avanti perché' il Parlamento approvi la legge 'droga zero' per cancellare la droga, gli spacciatori di droga da ogni angolo della città": così il leader della Lega Matteo Salvini. Alla domanda se confermerebbe oggi quelle parole Salvini ha replicato: "Io combatto ogni genere di droga in ogni piazza italiana, punto. La sentenza ha fatto giustizia chi ha sbagliato ha pagato”.
 

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