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Video Fdi su stranieri e case popolari, presentato un esposto al Garante della privacy

i titoli delle 18 di sky tg24 dell'11 novembre 2019

4' di lettura

Polemiche sulle immagini girate dagli esponenti di Fratelli d'Italia Galeazzo Bignami e Marco Lisei e pubblicate su Facebook. Nel filmato i due passano in rassegna nomi e cognomi di famiglie di origine straniera sui citofoni delle case popolari a Bologna

È stato presentato un esposto al Garante della privacy contro Galeazzo Bignami e Marco Lisei, i due esponenti bolognesi di Fratelli d'Italia che - nei giorni scorsi - si sono filmati mentre passavano in rassegna nomi e cognomi di famiglie di origine straniera sui citofoni delle case popolari a Bologna, e hanno pubblicato il video su Facebook. Le immagini sono state poi rimosse dal profilo di Bignami, ma continuano a circolare sui social. A rivolgersi al Garante è stata l'avvocato Cathy La Torre, promotrice del network “Odiare ti costa” che intenta azioni legali contro le offese via web. A favore dell’esposto è anche Alessia Morani, sottosegretaria al ministero dello Sviluppo Economico. Intanto Galeazzo Bignami, uno dei due esponenti di Fdi protagonisti delle immagini, ha spiegato con un secondo video sui social che la denuncia non era contro le persone straniere ma verso le scelte del Pd.

Il video degli esponenti di Fratelli d’Italia

Insieme al deputato Bignami, ex Forza Italia, nel video pubblicato qualche giorno fa e diffuso sui social c’è anche Marco Lisei, consigliere comunale ex Fi e ora anch'egli FdI, candidato alle prossime regionali. I due sono andati nel quartiere Bolognina e hanno mostrato e citato i cognomi stranieri di chi abita nelle case popolari della zona allo scopo, come hanno spiegato gli stessi esponenti di Fratelli d'Italia, di mostrare, raccogliendo "segnalazioni dei cittadini", che i criteri di assegnazione degli alloggi favoriscono i cittadini stranieri. I due hanno parlato di "discriminazione" ai danni degli italiani e hanno spiegato: "Ci diranno che stiamo violando la privacy, ma non ce ne frega assolutamente nulla, perché se stai in un alloggio popolare e c'è il tuo nome sul campanello bisogna che ti metta nell'ottica che poi qualcuno può andare a vedere". Contro le immagini si sono subito scagliati il sindaco Virginio Merola e il governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, ma la polemica si è ampliata fino ad arrivare alla presentazione di un esposto.

L’esposto di Cathy La Torre e Alessia Morani

L’avvocato Cathy La Torre ha motivato l’azione intrapresa contro il video degli esponenti di Fdi riferendosi alla violazione del Reg. UE 2016/679, la normativa in materia di protezione dei dati personali. E ha spiegato che "sulle case e i negozi degli ebrei i nazisti affiggevano cartelli che potessero agevolarne il riconoscimento. Oggi il censimento della razza che 'ruba' agli ariani, si fa con telecamera e Facebook. Adesso rischiano un procedimento e pesanti sanzioni”. A fare da eco al legale è stata anche Alessia Morani, che su Twitter ha scritto di aver “inviato al Garante per la Privacy la segnalazione per i gravissimi comportamenti del deputato di Fratelli d'Italia Galeazzo Bignami e del consigliere comunale Marco Lisei. Si tratta di violazione della privacy e incitamento all'odio razziale. Ora basta!”. La norma sulla privacy che sarebbe stata violata, come riportato dal blog giornalistico Valigia Blu, farebbe riferimento alla “schedatura” di cittadini, stranieri, con possibile diffusione di dati “sensibili” per i quali occorre specificatamente il consenso esplicito degli interessati. L'avvocato La Torre avrebbe anche ricordato "ai cittadini che hanno subito questa violazione da parte dei due politici" la possibilità di "proporre personalmente un reclamo al Garante della Privacy". Secondo quanto sostenuto dalla legale e riportato sempre da Valigia Blu, il Garante "avvierà un procedimento per verificare e accertare le irregolarità; e in caso di esito positivo potrà infliggere una sanzione pecuniaria fino ad un massimo di 20 Milioni di euro".

La replica di Galeazzo Bignami

A seguito della polemica, Bignami ha nuovamente replicato sostenendo che nel video non c’era alcuna intenzione di incolpare gli immigrati “che utilizzano norme e disposizioni legittime, ma che appaiono del tutto inique”, ma era solo un modo per evidenziare “le scelte compiute dalle sinistre". Bignami ha poi annunciato anche che presenterà querela contro "chi in queste ore si diverte a minacciarmi di morte e cose simili".

Data ultima modifica 11 novembre 2019 ore 16:50

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