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Calabria, finti corsi operatori sanitari: suicida giovane truffato

2' di lettura

Per la Procura di Castrovillari organizzavano corsi fantasma per operatori della sanità. Vittima della truffa anche un giovane disoccupato, morto suicida

Cosenza, sei persone sono state arrestate, su richiesta della Procura della Repubblica di Castrovillari, per associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di truffa e falso. Nel mirino una serie di finti corsi per diventare Operatori socio sanitari. Parte dell'inchiesta il caso di un giovane disoccupato, morto suicida dopo aver scoperto di essere stato raggirato.

Giovane disoccupato vittima di truffa si suicida

La vicenda è venuta alla luce nel corso della conferenza stampa che si è tenuta a Castrovillari (Cosenza). Il giovane aveva partecipato ai corsi, pagando cifre comprese tra i 2000 e i 2500 euro, ma - troppo tardi - si era accorto che non si trattava di un corso utile a trovare un posto di lavoro. Si è tolto la vita dopo aver scoperto di essere rimasto vittima di una truffa. "Il giovane, che era disoccupato da anni, è stato sopraffatto dalla disperazione", ha detto il colonnello Vincenzo Maresca,  omandante dei Nas di Napoli - e noi riteniamo giusta la misura della custodia cautelare in carcere per le persone coinvolte". "Ci siamo imbattuti in questo fatto nel corso delle indagini - ha detto invece il procuratore di Castrovillari, Eugenio Facciolla - il suicidio è avvenuto prima che cominciasse la nostra inchiesta".

Corsi fantasma

L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal Tribunale di Castrovillari (Cs) ed è stata eseguita dai Carabinieri del Gruppo tutela della salute di Napoli. Secondo le indagini svolte dal Nas carabinieri di Cosenza, coordinati dal procuratore capo della repubblica di Castrovillari, le sei persone arrestate avrebbero organizzato, negli anni 2015/2017, oltre 30 corsi di operatore socio sanitario e operatore socio sanitario con formazione complementare, attraverso una scuola professionale appositamente costituita ad Altomonte, denominata Sud Europa, priva di accreditamento alla Regione Calabria. Le lezioni si sarebbero svolte inizialmente all'interno di locali dell'ex ospedale di Trebisacce, dove lavorano tuttora due degli arrestati, il tutto all'unico fine di fornire agli allievi una parvenza di prestigio e ufficialita' ai corsi. Il giro d'affari prodotto, per il solo periodo oggetto d'indagine, ammonta ad oltre 570.000,00 euro, anch'essi sottoposti a sequestro preventivo sui conti correnti della scuola Sud Europa e degli indagati, oltre al sequestro di centinaia di titoli di studio ottenuti illegalmente.

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