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Open Arms, la procura dispone il sequestro della nave e sbarco immediato

Open Arms, migranti si lanciano in mare

5' di lettura

La svolta dopo l'ispezione a bordo del procuratore di Agrigento. I pm indagano per omissione di atti d'ufficio. La Spagna aveva annunciato l'invio di una nave militare diretta a Maiorca. Diversi naufraghi si erano lanciati in acqua: tutti recuperati

Dopo 19 giorni arriva la svolta nella vicenda della Open Arms, la nave della Ong spagnola da più di due settimane in attesa davanti al porto di Lampedusa. La procura di Agrigento ha disposto il sequestro dell'imbarcazione e l'evacuazione immediata dei profughi a bordo, dopo l'ispezione dal procuratore capo Luigi Patronaggio condotta insieme a uno staff di medici. È dunque in corso lo sbarco dei migranti ancora a bordo. "Finalmente l'incubo finisce, le persone rimaste riceveranno assistenza immediata in terra”, scrive Open Arms su Twitter.

La decisione è stata presa al termine di un incontro alla Capitaneria di Porto di Lampedusa tra  Patronaggio e i vertici della Capitaneria. In precedenza il governo spagnolo aveva annunciato l'invio di una nave militare per recuperare gli oltre 80 migranti rimasti a bordo e portarli a Maiorca, nelle Baleari. Per l'arrivo della nave a Lampedusa sarebbero stati necessari tre giorni di navigazione.

I pm indagano anche per omissione di atti d'ufficio

Il sequestro della nave Open Arms disposto dalla Procura di Agrigento è un sequestro preventivo. Secondo quanto si apprende, oltre all'inchiesta per sequestro di persona avviata nei giorni scorsi sulla base di esposti della ong spagnola, i magistrati hanno aperto un fascicolo a carico di ignoti per omissione e rifiuto di atti d'ufficio.

Più di dieci migranti si sono gettati in mare, salvati

La decisione della Procura arriva dopo un'altra giornata di altissima tensione a bordo: più di dieci migranti si sono gettati in acqua (VIDEO), replicando quanto accaduto anche nei giorni scorsi, per tentare di raggiungere a nuoto la riva di Lampedusa, distante circa 700 metri, e sono stati poi recuperati dalla Guardia costiera che li ha portati sul molo della Madonnina. Questa mattina in 9 si sono lanciati in mare, poco dopo altri 5. Tutti sono stati soccorsi dalla Guardia costiera e accompagnati in porto. Successivamente altri due migranti sono stati evacuati per motivi sanitari. I due sono stati caricati su una motovedetta della Capitaneria e trasferiti al molo Favarolo. Da questa mattina sono complessivamente 17 i migranti che hanno lasciato la nave della Ong. Ieri sera, altri nove migranti erano stati fatti sbarcare dalla Open Arms: otto per motivi di salute, una donna per accompagnare il marito.

Open Arms: "Situazione a bordo fuori controllo"

"La situazione è fuori controllo", aveva scritto oggi la Ong su Twitter. "Inizia così il 19esimo giorno di sequestro", ha commentato invece il fondatore della Ong Oscar Camps, che ha ribadito: "A bordo c'è ormai una situazione insostenibile". "La situazione è esplosiva, devo riportare la calma e fare in modo che nessuno si faccia male", ha detto il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio prima della sua ispezione. "L'impegno e l'attenzione sono massimi per l'incolumità delle persone" (Le telecamere di Sky TG24 si avvicinano alla nave: VIDEO).

I soccorritori: hanno rischiato di annegare

I primi migranti che si sono gettati in mare per raggiungere la riva sono stati accolti sul molo dai medici del Poliambulatorio e dai soccorritori, che hanno spiegato che chi si è buttato ha rischiato di annegare a causa del mare agitato e del forte vento.

Camps: "Non facciamo politica, salviamo vite umane"

I migranti a bordo della nave, ha spiegato Camps, "sono sfiniti, e anche l'equipaggio è allo stremo delle forze. E poi l'imbarcazione avrebbe bisogno di una revisione. L'unico porto sicuro è quello di Lampedusa". L'Italia ha offerto "acqua, carburante, viveri per partire verso la Spagna. Ma lo ripeto ancora una volta, non siamo in grado di viaggiare. E poi noi non siamo un taxi, non facciamo trasporti", chiarisce Camps. A chi lo accusa di fare politica, poi, risponde: "Non facciamo politica, salviamo vite umane".

Salvini: "Non siamo più il campo profughi d'Europa"

La Spagna era intervenuta oggi sulla vicenda, e la ministra della Difesa spagnola, Margarita Robles, aveva sottolineato che si tratta di una situazione di "emergenza umanitaria" e che la Spagna "non guarda dall'altra parte come sta facendo il ministro Matteo Salvini". Immediata la replica del leader della Lega: "Ong spagnola, nave spagnola, porto spagnolo: giusto così. La coerenza e la fermezza italiane pagano, non siamo più il campo profughi d'Europa".

Migranti con sintomi di depressione e problemi psicologici

Tra le nove persone che sono state fatte scendere dalla nave lunedì sera, due sono state ricoverate; un uomo per  un’aritmia cardiaca e una donna con un deficit visivo. Entrambi sono stati poi portati nell'hotspot, dove erano già stati trasferiti gli altri 7: uno di loro ha la scabbia, gli altri sei avrebbero sintomi di depressione e problemi psicologici. "Chi non vuole vedere la situazione insostenibile a bordo - scrive la Ong su Twitter - è incapace di provare empatia per il dolore degli altri". (L'APPELLO DI RICHARD GERE)

Data ultima modifica 20 agosto 2019 ore 21:00

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