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È morto Felice Gimondi, aveva 76 anni

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3' di lettura

L'ex campione italiano stava facendo un bagno nelle acque di Giardini Naxos, in Sicilia. Inutili i tentativi di rianimarlo. Lo storico rivale Eddy Merckx: "Stavolta perdo io, addio caro amico"

L'ex campione italiano di ciclismo Felice Gimondi è morto per un malore mentre faceva il bagno nelle acque di Giardini Naxos, in Sicilia. Gimondi, che avrebbe compiuto 77 anni il prossimo 26 settembre, si trovava nella zona della spiaggia Recanati quando si è sentito male. La notizia è stata confermata dai carabinieri. Inutili i tentativi di rianimarlo da parte di alcuni bagnanti e dei medici del 118.

Il malore durante un bagno

Gimondi si trovava in vacanza nella località turistica nei pressi di Taormina insieme alla famiglia. Quando si è sentito male stava facendo il bagno. In acqua è intervenuta anche una motovedetta della Guardia Costiera. L'ex campione italiano di ciclismo, che era sofferente di cuore, secondo i soccorritori sarebbe morto per un infarto.

Merckx: "Stavolta perdo io, addio caro amico"

Tra i primi a ricordare Gimondi, il rivale Eddy Merckx: "Stavolta perdo io", afferma l'ex campione belga, uno dei pochi avversi che Gimondi patì nel corso della sua carriera. "Perdo prima di tutto un amico e poi l'avversario di una vita. Abbiamo gareggiato per anni sulle strade l'un contro l'altro - ricorda ancora Merckx - ma siamo diventati amici a fine carriera. Che dire, sono distrutto".

Federciclismo: "Ci lascia un grande uomo"

"Se n'è andato oggi l'uomo dei tre grandi Giri, l'uomo del mondiale, della Parigi-Roubaix, della Milano-Sanremo e del Giro di Lombardia", è il commento della Federazione italiana di ciclismo. "Un grande campione che ha reso il nostro sport più umano. Ci lascia un grande uomo...", scrive la Federazione sui social.

Cassani: "È stato unico idolo nella mia vita"

Ricorda Gimondi anche il ct della Nazionale di ciclismo, Davide Cassani: "Ho avuto un solo idolo nella mia vita: Felice Gimondi", scrive su Twitter. "Ogni volta che lo vedevo era un'emozione perché quando ti innamori di un campione è per tutta la vita. Sei stato un grande Felice".

Il grande rivale Gianni Motta: "Colpo durissimo"

"È un colpo durissimo che mi lascia senza parole", commenta Gianni Motta, storico rivale di Gimondi. "Eravamo nemici sempre, ma c'era grande rispetto per l'uomo, per l'atleta e per il rivale". "Con lui e ne va un pezzo della storia d'Italia e anche della mia - prosegue Motta -.  Eravamo rivali, litigavamo - ricorda -. Una volta lo chiamai e gli dissi basta litigare, Felice, pensiamo solo a correre".

La carriera

Gimondi ha iniziato la carriera da professionista nel 1965 con la Salvarani, prima di passare alla Bianchi con cui ha chiuso nel 1979. Fu un grande corridore da corse a tappe: in 14 anni ha vinto tre Giri d’Italia (1967, 1969 e 1976), un Tour de France (1965) e una Vuelta (1968). Ma vinse anche il campionato del mondo su strada, nel 1973, quando conquistò l’oro a Montjuic dopo l’argento del 1971 a Mendrisio e il bronzo del 1970 a Leicester. Tra le vittorie nelle corse di un giorno, anche quelle in diverse classiche Monumento: una Parigi-Roubaix, una Milano-Sanremo e due Giri di Lombardia. Dopo la vittoria del Tour 1965 sono stati necessari 33 anni prima di vedere un altro italiano sul gradino più alto del podio alla Grand Boucle: Marco Pantani nel 1998. In quell'occasione fu proprio Gimondi ad alzare il braccio del Pirata al cielo. Un'immagine che è diventata iconica.

Data ultima modifica 16 agosto 2019 ore 21:32

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