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Bergeggi, bambino ferito da cassonetto: ha confessato il responsabile, è un 17enne

2' di lettura

Resta in prognosi riservata il bambino francese colpito mentre dormiva in tenda. L'autore del gesto si è detto molto dispiaciuto, sostenendo di non essersi accorto che ci fossero persone in spiaggia. Una quarantina i testimoni ascoltati per ricostruire la dinamica 

Ha confessato ai carabinieri di Savona il ragazzo di 17 anni che ha tirato un bidone della spazzatura dalla strada sulla spiaggia di Bergeggi ferendo un ragazzino francese di 12 anni la notte tra il 2 e il 3 agosto. Ai carabinieri ha spiegato di "non sapere che sotto c'erano delle persone" e di essere stato convinto di "lanciarlo direttamente in mare". I carabinieri avevano interrogato tutti i giovani presenti quella notte nella vicina discoteca La Kava, e avevano identificato l'autore del gesto a causa di alcune contraddizioni in cui era caduto durante l'interrogatorio.

"Sorella salva perché si era spostata"

Fino a un'ora prima che il diciassettenne lanciasse il cassonetto, "nel punto dell'impatto dormiva la sorella della vittima che fortunatamente si era da poco spostata per ragioni di comodità. Una coincidenza fondamentale dato che altrimenti l'impatto l'avrebbe uccisa", hanno detto i carabinieri durante la conferenza stampa nella quale hanno annunciato l'avvenuta confessione. "Il ragazzino di 12 anni invece è stato colpito 'di rimbalzo' dal cassonetto che pesava circa 10 kg", hanno precisato.

12enne ancora in gravi condizioni

Il 12enne francese è ancora ricoverato in prognosi riservata all’ospedale pediatrico Gaslini di Genova. Era in vacanza con la famiglia ed è stato centrato mentre dormiva in un sacco a pelo in tenda, riportando un grave trauma cranico facciale. Il padre del ragazzino, uno psicologo che vive con la moglie e altri due figli adolescenti in Alta Savoia, aveva lanciato un appello per individuare i responsabili del gesto, per colpa del quale "la vita di nostro figlio non sarà mai più la stessa", aveva detto.

Circa 40 persone ascoltate per ricostruire la dinamica

Una quarantina le testimonianze raccolte per ricostruire, in totale assenza d'impianti di videosorveglianza, la dinamica del lancio del cassonetto. I colloqui hanno coinvolto principalmente ragazzi, turisti e non della zona, che avevano transitato nell'area dove si trova una nota discoteca e un chiosco di panini. Al termine di una certosina indagine, i carabinieri del reparto investigativo di Savona, guidati dal comandante Dario Ragusa, sono arrivati ad individuare il responsabile. I militari hanno contattato il ragazzino che, inizialmente, ha provato a negare il fatto, salvo poi confessare. I genitori del giovane sono sembrati sorpresi di fronte all'acclarata responsabilità del figlio.

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