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Rimini, divieto di balneazione revocato: si torna a fare il bagno in 17 zone del litorale

3' di lettura

L’Arpae ha reso noto che i livelli di escherichia coli sono tornati sotto la soglia consentita. Si torna in acqua in alcuni lidi di Comacchio, San Mauro Pascoli, Cesenatico, Rimini, Riccione e Cattolica. Ancora in sospeso alcuni lidi: via libera previsto per domani

È stato revocato il divieto di balneazione per 17 spiagge della Riviera Romagnola. Lo stop negli ultimi due giorni ha interessato diversi punti del litorale a causa dello sforamento dei parametri di escherichia coli e enterococco. Come rende noto l’Arpae, si torna a fare il bagno in alcuni lidi di Comacchio, San Mauro Pascoli, Cesenatico, Rimini, Riccione e Cattolica.

Dove c’è il via libera

Le 17 acque per le quali verrà oggi revocato il divieto di balneazione sono: Comacchio (Lido Volano punto A, Lido Volano punto B); Cesenatico (Canale Tagliata Sud); San Mauro Pascoli (San Mauro Mare Nord); Rimini (Foce Marecchia 50 m N, Porto Canale 100 m S, Ausa, Bellariva/Colonnella 1, Bellariva/Colonnella 2, Marebello/Istituto Marco Polo, Rivazzurra/Rodella, Miramare/Roncasso, Miramare/Rio Asse N); Riccione (Rio Asse S, Fogliano Marina); Cattolica (Torrente Ventena 50m Nord, Torrente Ventena 50m Sud). I punti ancora in attesa sono invece: Savignano sul Rubicone (Savignano); Rimini (Rivabella Turchetta), Misano Adriatico (Rio Agina, Porto Verde/Porto Canale 100m N); Riccione (Foce Marano 50m N, Porto Canale 100m N); Cattolica (tra 1 e 2 scogliera). I risultati definitivi della analisi di Arpae saranno pubblicati domani, venerdì 2 agosto, e dovrebbero arrivare tutti i via libera.

Il sindaco di Cattolica: “La situazione è in netto miglioramento”

“La situazione è in netto miglioramento. Abbiamo praticamente la certezza che anche gli ultimi divieti verranno tolti”, dice Mariano Gennari, sindaco di Cattolica, ai microfoni di Sky TG24. E non risparmia qualche polemica: “Questi sono i problemi che nascono quando fai turismo nella zona più monitorata del mondo dal punto di vista delle acque. Noi abbiamo dei controlli ferrei, teniamo alla salute dei nostri turisti e devo dire che il fatto è risultato un po’ inaspettato. Le date di questi campionamenti (i controlli periodici delle acque, ndr) vengono decise a gennaio ma in questo caso sono stati fatti il giorno seguente a un acquazzone, quando noi sindaci avevamo già messo un divieto di balneazione preventivo come facciamo sempre quando sappiamo che è finita una quantità d’acqua dentro il mare. Fare questo campionamento almeno quando terminava il divieto di balneazione preventivo sarebbe stato più efficiente”.

Le polemiche sulle analisi

Le parole del sindaco si inseriscono in un clima di polemica che vede contrapposti, da una parte, bagnini e operatori che puntano il dito contro le analisi effettuate in una giornata – il 29 luglio – in cui già erano vigenti i divieti di balneazione a causa degli sversamenti degli scarichi delle acque di fogna dovuti a due giornate di intense piogge, e dall’altra Arpae che sottolinea come questi controlli fossero già previsti da tempo in base a un calendario prefissato.

Il divieto del 30 luglio

Lo stop ai bagni in mare sul litorale emiliano-romagnolo era infatti scattato nel pomeriggio del 30 luglio, in seguito alla campionatura, in 95 punti della costa, effettuata lunedì quando ancora vigeva un divieto di balneazione dovuto all'apertura delle fogne. Le analisi effettuate dall'Arpae avevano mostrato uno sforamento dei limiti di legge di escherichia coli e enterococchi e i Comuni interessati avevano provveduto a emanare un'ordinanza di divieto di balneazione temporanea.

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