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Oltre 130 migranti a bordo di una nave della Guardia Costiera. Salvini: "Non sbarcano"

3' di lettura

Le persone sono state soccorse ieri in due operazioni in acque maltesi. Coinvolto anche un peschereccio italiano che ha assistito un gommone per oltre 18 ore. Il Viminale ha chiesto alla Commissione Ue di coordinare la redistribuzione: "Senza accordo nessun porto"

Nessuno degli oltre 130 migranti soccorsi ieri e attualmente a bordo di una nave della Guardia costiera sbarcherà in Italia prima che l’Ue abbia definito la loro redistribuzione. A negare l'approdo è il ministro dell’Interno Matteo Salvini: "Ho dato disposizione che non venga assegnato nessun porto prima che ci sia sulla carta una redistribuzione in tutta Europa". Una notizia confermata dalla Commissione europea che ha fatto sapere di essere stata "ufficialmente interpellata dal governo" per coordinare le operazioni di ricollocazione. In attesa di risposte ufficiali, non è quindi stato assegnato alcun porto per lo sbarco.

Il soccorso del peschereccio italiano

Circa 50 dei migranti soccorsi sono stati salvati ieri dal motopeschereccio di Sciacca (Ag) "Accursio Giarratano", mentre erano a bordo di un gommone a circa cinquanta miglia da Malta. Dopo il salvataggio, l’imbarcazione è rimasta bloccata in mare aperto per oltre 18 ore dal momento che le autorità costiere di Malta hanno negato l'autorizzazione all'approdo. Il comandante Carlo Giarratano ha affermato: "Non li avremmo mai lasciati alla deriva, torneremo a casa dalle nostre famiglie dopo che avremo conosciuto la loro sorte". Il comandante ha fatto sapere che le persone a bordo del gommone hanno tentato di salire sul peschereccio, ma "non glielo abbiamo permesso. Abbiamo comunque fatto tutto quello che era necessario per assisterli, dando loro dell'acqua, dei crackers. Non nascondo che temevamo che tra di loro ci fosse qualche malintenzionato, ma per fortuna non è stato così". "Verso le 18 di ieri pomeriggio – ha aggiunto Giarratano - finalmente abbiamo appreso che da Lampedusa sarebbe arrivata un'imbarcazione. Se la situazione non si fosse sbloccata non so come avremmo potuto continuare ad assistere queste persone, non avremmo avuto viveri a sufficienza. La gente in difficoltà in mare va sempre salvata, e io continuerò a farlo con tutto il cuore".

Il trasbordo sulla nave della Guardia costiera

Successivamente, i cinquanta salvati dal peschereccio e altri migranti soccorsi in un altro intervento in acque Sar maltesi (per un totale di 130/140 persone), sono quindi stati trasbordati su una motovedetta della Guardia costiera. A richiedere il supporto delle unità italiane sono state le stesse autorità maltesi, mentre per un terzo caso è stata la stessa Malta con la propria Guardia costiera a farsi carico di un altro gruppo di migranti soccorsi in zona Sar e a dirigersi verso un porto dell'isola.

Interpellata la Commissione Ue

E mentre i migranti restano a bordo dell’unità italiana, la Commissione Europea ha fatto sapere di aver ricevuto "questa mattina dall'Italia una richiesta di svolgere un ruolo di coordinamento attivo per facilitare lo sbarco dei migranti soccorsi che si trovano attualmente a bordo della nave della Guardia costiera italiana Gregoretti". Una portavoce della Commissione ha precisato che "come già fatto in molti casi simili in passato" Bruxelles "prenderà ora contatti con gli Stati membri".

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