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Sea Watch, Carola Rackete è libera, il gip non convalida l'arresto

3' di lettura

Il prefetto di Agrigento ha disposto nei suoi confronti un provvedimento di allontanamento dal territorio nazionale con accompagnamento alla frontiera. Intanto la ong avverte che Rackete è stata trasferita dal suo alloggio a causa di "minacce ricevute"

Carola Rackete, capitana della Sea Watch 3, è libera. Il gip infatti non ha convalidato l'arresto. Una decisione che ha scatenato la dura reazione del vicepremier Matteo Salvini: "Si tratta di una sentenza politica che va contro l'Italia", ha detto. Anche l'altro vicepremier, Luigi Di Maio, si è detto "sorpreso della decisione del gip" (le polemiche politiche) .

Trasferimento a causa delle minacce

Nella notte Rackete è stata trasferita dall'abitazione di Agrigento in cui era ospitata e portata "in un luogo sicuro", dopo che le sono state rivolte delle minacce. Lo ha riferito un portavoce dell'Ong tedesca, Ruben Neugebauer, da Berlino. Il portavoce non ha voluto precisare dove si trovi al momento la 31enne che il 9 luglio dovrebbe essere interrogata nell'ambito dell'inchiesta che la vede indagata per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. "Ci sono state alcune minacce", ha spiegato il portavoce, assicurando che Carola "sta bene". L'attivista avrebbe lasciato il territorio agrigentino ma non è chiaro se si trovi ancora in Italia.

Le motivazioni del gip

"La decisione assunta dal comandante di Sea Watch risulta conforme alle raccomandazioni del commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa e a recenti pronunciamenti giurisprudenziali", ha spiegato il gip riferendosi alla decisione della Rackete di dirigersi coi migranti salvati verso Lampedusa e non verso Malta o la Tunisia. "I porti di Malta venivano esclusi perché più distanti e quelli tunisini perché in Tunisia non ci sono porti sicuri", ricorda ancora il gip, "l'attracco da parte della Sea Watch alla banchina del porto di Lampedusa appare conforme al testo unico sull'immigrazione nella parte in cui fa obbligo al capitano e alle autorità nazionali indistintamente di prestare soccorso e prima assistenza allo straniero rintracciato in occasione dell'attraversamento irregolare della frontiera". 

Carola: "Grande vittoria verso tutti i migranti"

"Sono sollevata dalla decisione del giudice che considero una grande vittoria della solidarietà verso tutti i migranti, contro la criminalizzazione di chi vuole aiutarli. Sono commossa dalla solidarietà di tante persone. E' stato un lavoro di squadra". Questo il commento della capitana della Sea Watch, Carola Rackete, alla decisione del giudice.

Ong disertano audizione per solidarietà con Sea Watch

Intanto non si sono presentati questa mattina davanti alle Commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera le ong Tavolo Asilo, Medici senza frontiere, Open Arms, Mediterranea Savino Humans. La decisione e' stata presa in solidarietà a Sea Watch, che ieri sera era stara esclusa dall'audizione in seguito alle proteste della Lega. "E' una scelta di cui abbiamo preso atto ma si tratta di una autoesclusione non comprensibile", ha commentato Francesca Businarolo, Presidente della Commissione Giustizia della Camera.

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