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Soluzione seconda prova maturità 2019: la traduzione della versione di Tacito

3' di lettura

Al liceo classico per la prova di latino un episodio che narra dell’assassinio dell’imperatore Servio Sulpicio Galba da parte dei pretoriani, presente nel primo libro delle "Historiae". LIVEBLOG

Al liceo classico la seconda prova di latino verte sull'assassinio dell'imperatore Servio Sulpicio Galba da parte dei pretoriani. L’episodio è narrato da Tacito nel primo libro delle "Historiae".

Testo in latino:

Octavo decimo kalendas Februarias sacrificanti pro aede Apollinis Galbae haruspex Umbricius tristia exta et instantis insidias ac domesticum hostem praedicit, audiente Othone (nam proximus adstiterat) idque ut laetum e contrario et suis cogitationibus prosperum interpretante. Nec multo post libertus Onomastus nuntiat expectari eum ab architecto et redemptoribus, quae significatio coeuntium iam militum et paratae coniurationis convenerat. Otho, causam digressus requirentibus, cum emi sibi praedia vetustate suspecta eoque prius exploranda finxisset, innixus liberto per Tiberianam domum in Velabrum, inde ad miliarium aureum sub aedem Saturni pergit. Ibi tres et viginti speculatores consalutatum imperatorem ac paucitate salutantium trepidum et sellae festinanter impositum strictis mucronibus rapiunt; totidem ferme milites in itinere adgregantur, alii conscientia, plerique miraculo, pars clamore et gladiis, pars silentio, animum ex eventu sumpturi.

La traduzione (a cura di Maria Sebina Pulvirenti)

Il 15 gennaio, mentre Galba faceva sacrifici davanti al tempio di Apollo, l’aruspice Umbricio gli predice che le viscere davano segni funesti indicando pericoli imminenti e anche un nemico in casa; Otone che aveva sentito (giacché era presente lì accanto) le interpreta al contrario in maniera favorevole e propizia ai propri progetti.

Non molto tempo dopo il liberto Onomasto gli annuncia che l’architetto e i costruttori lo aspettano, il che era l’allusione che si era convenuta per indicare che i soldati si stavano già radunando ed era tutto pronto per la congiura. Otone, poiché gli era stata chiesta la causa del suo allontanamento, diede a intendere di essere in trattative per delle proprietà che sembravano vecchie e che quindi andavano prima viste; appoggiandosi al liberto si dirige per il palazzo di Tiberio, verso il Velabro, quindi verso il Miliare Aureo, sotto il tempio di Saturno. Qui 23 guardie dopo averlo acclamato imperatore e averlo posto precipitosamente su una portantina con le armi strette in pugno lo portano via, poiché era preoccupato per l’esiguo numero di coloro che lo avevano acclamato; lungo il percorso quasi altrettanti soldati si aggregano, alcuni per convinzione, ma la maggior parte per la sorpresa, parte gridando e con la spada alzata, parte in silenzio, prendendo coraggio dalla situazione.

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