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Caso procure, si dimette anche il consigliere del Csm Corrado Cartoni

Una seduta del Csm (Ansa)
4' di lettura

È il quarto in tre giorni. Pressing nel Pd per chiedere il passo indietro a Lotti, dopo un’intercettazione in cui parla del vicepresidente Ermini. L’ex ministro si difende:  “Mie opinioni, nessuna minaccia”. Mattarella indice elezioni suppletive per due componenti

Si dimette un altro togato del Csm, il Consiglio Superiore della Magistratura, colpito dallo scandalo sulle nomine nelle Procure: è Corrado Cartoni di Magistratura Indipendente. “Non ho mai parlato di nomine”, le dimissioni sono state date per “senso delle istituzioni”, fa sapere Cartoni - già autosospesosi da giorni - nella lettera in cui annuncia il suo passo indietro, indirizzata al vice presidente del Csm David Ermini. Intanto cresce il pressing all’interno del Partito democratico nei confronti del proprio deputato Luca Lotti, dopo che ieri sono spuntate nuove intercettazioni che lo vedono coinvolto.

A Cartoni subentra toga corrente Davigo

Per ciò che riguarda le dimissioni in serie al Csm, a Cartoni subentrerà un altro giudice di Autonomia e Indipendenza, la corrente che ha tra i fondatori Piercamillo Davigo. Si tratta di Ilaria Pepe, seconda dei non eletti alle votazioni dell'anno scorso per il rinnovo del Csm. Anche al posto di Gianluigi Morlini, l'altro consigliere del Csm eletto in quota giudici che si è dimesso, subentrerà un magistrato di Autonomia indipendenza, Giuseppe Marra, di cui proprio ieri il Csm ha decretato il ritorno nel ruolo della magistratura (era distaccato al Ministero della Giustizia). In questo modo la corrente raddoppierà la sua rappresentanza al Csm. Attualmente oltre allo stesso Davigo c'è solo un altro consigliere di Autonomia e Indipendenza, Sebastiano Ardita.

Pressing per il passo indietro di Lotti

Sulla graticola all'interno del Partito democratico è finito Luca Lotti, intercettato mentre discuteva della strategia per la nomina del successore di Giuseppe Pignatone al vertice della procura di Roma insieme a consiglieri del Csm, Luca Palamara e Cosimo Ferri. "Però qualche messaggio gli va dato forte”, diceva l’ex ministro parlando del vice presidente del Csm David Ermini. Uno dei consiglieri, ora autosospesi, raccontava di aver "problemi" con Ermini anche in Disciplinare. E Lotti commentava: "Questo non va bene però”. "Io non giudico nessuno, ma Luca Lotti ora valuti attentamente se è il caso di lasciare il Pd finché non sarà chiarita la sua posizione”, dichiara oggi il senatore Luigi Zanda, tesoriere del Pd, in un'intervista al Corriere della Sera. Dura anche la reazione dell’eurodeputato Carlo Calenda: "Quello di Luca Lotti non è affatto un comportamento normale. È al contrario inaccettabile da ogni punto di vista. A quale titolo e con quale scopo si concertano azioni riguardanti magistrati? Il Pd deve dirlo in modo molto più netto rispetto a quanto fatto fino ad ora”, twitta. Ma Lotti si difende: “Su di me solo fango, incontri leciti e non ho commesso alcun reato”. “Il mio Pd non pensa alle nomine”, prende le distanze il segretario Nicola Zingaretti, che però non ha chiesto alcun passo indietro al deputato.

Mattarella indice elezioni suppletive per 6 e 7 ottobre

Ieri intanto il presidente della Repubblica Mattarella ha indetto elezioni suppletive per il 6 e 7 ottobre per sostituire due componenti del Csm. Si tratta di eleggere due pm per sostituire Luigi Spina e Antonio Lepre, che si sono dimessi. I posti riservati al Csm ai pubblici ministeri sono quattro. E alle elezioni dell'anno scorso per il rinnovo dell'intero Consiglio superiore si erano presentati giusto quattro candidati: di qui l'esigenza delle suppletive per la sostituzione dei due consiglieri. Il discorso è diverso per i giudici: in questa quota le candidature erano più numerose dei seggi disponibili. Così esiste un bacino di non eletti al quale attingere per sostituire i consiglieri dimissionari. La sostituzione dei dimissionari è il primo passo perché "si volti pagina" rispetto a quello che è successo restituendo alla magistratura indipendenza e prestigio, spiegano fonti del Colle.

La vicenda

La bufera sulle procure ha avuto avvio con l’inchiesta di Perugia in cui sono coinvolti diversi magistrati, a partire dall’ex presidente dell’Anm Luca Palamara, indagato per corruzione. Un’indagine che si è poi allargata fino a mettere in luce dinamiche sospette sulle nomine di alcuni magistrati in diverse Procure. In particolare su quella del procuratore di Roma, di cui Palamara parlava in un incontro con i deputati del Pd Cosimo Ferri e Luca Lotti (indagato dalla procura della capitale per l'inchiesta Consip) cui avrebbero partecipato anche alcuni consiglieri. Il Pg della Cassazione, Riccardo Fuzio, ha promosso l'azione disciplinare nei confronti di 5 consiglieri autosospesi o dimissionari: Corrado Cartoni, Paolo Criscuoli, Antonio Lepre, Luigi Spina e Gianluigi Morlini. Allo stesso modo, anche il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha firmato ieri la richiesta di procedura disciplinare.

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