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Cannabis light, Federcanapa: "Sentenza Cassazione non determina la chiusura dei negozi"

2' di lettura

Per la Federazione la decisione della Suprema Corte, che ha sancito che la legge non consente la vendita di prodotti derivati dalla coltivazione della canapa sativa, non incide sui prodotti venduti, che sarebbero sotto la soglia del principio di efficacia drogante

La decisione di ieri delle sezioni unite penali della Corte di Cassazione - che hanno stabilito che la legge non consente la vendita o la cessione a qualunque titolo dei prodotti "derivati dalla coltivazione della cannabis" - non determina la chiusura generalizzata dei negozi che offrono prodotti a base di canapa. È quanto sostiene in una nota Federcanapa, spiegando che "il testo della soluzione dice chiaramente che la cessione, vendita e in genere la commercializzazione al pubblico di questi prodotti è reato ‘salvo che tali prodotti siano in concreto privi di efficacia drogante’. Pertanto la Cassazione ha ritenuto che condotte di cessione di derivati di canapa industriale privi di efficacia drogante non rientra nel reato di cui all'art. 73 del T.U. Stupefacenti”.

Federcanapa: “Non si crei clima da caccia alle streghe”

"Da anni - sostiene ancora la nota di Federcanapa- la soglia di efficacia drogante del principio attivo THC è stata fissata nello 0,5% come da consolidata letteratura scientifica e dalla tossicologia forense. Pertanto non può considerarsi reato vendere prodotti derivati delle coltivazioni di canapa industriale con livelli di Thc sotto quei limiti". "Ci auguriamo che anche le forze dell'ordine si attengano a questa netta distinzione tra canapa industriale e droga nella loro azione di controllo e che non si generi un clima da 'caccia alle streghe' con irreparabili pregiudizi, patrimoniali e non, per le numerose aziende del settore. Ogni ulteriore considerazione dovrà essere rimandata alla pubblicazione delle motivazioni della sentenza da cui potrà essere desunto l'impianto logico-giuridico seguito dalla Corte e che potrà fornire ulteriori spunti di riflessione”, conclude Federcanapa.

Cosa ha stabilito la Cassazione

La Cassazione ieri ha sancito che la legge non consente la vendita di prodotti derivati dalla coltivazione della canapa sativa, esclusi quelli medici: stop quindi anche ai derivati, come l'olio, le foglie, le inflorescenze e la resina e punibilità per chi mette in commercio prodotti derivati da infiorescenze o resine della cannabis con Thc inferiore allo 0,6%. "Mi dispiace per i posti di lavoro, ma la droga fa male", ha commentato il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

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