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Strage di Bologna, Paolo Bellini sarà di nuovo indagato

I titoli delle 18 di Sky TG24 del 28/5

3' di lettura

Il Gip ha revocato il proscioglimento del 28 aprile 1992 all’ex 'Primula nera' di Avanguardia Nazionale. Il nuovo filone ruota attorno a un fotogramma estrapolato da un filmino amatoriale. Il 2 agosto 1980 morirono 85 persone nell’attentato in stazione

Paolo Bellini, 66 anni, ex 'Primula nera' di Avanguardia Nazionale, sarà nuovamente indagato per la Strage della stazione di Bologna. A deciderlo è stato il Gip Francesca Zavaglia che ha revocato il proscioglimento del 28 aprile 1992 come chiesto dalla Procura generale. Nell’attentato del 2 agosto 1980 furono 85 i morti e oltre 200 i feriti. Il giudice ha dato sei mesi per svolgere le indagini. L'avvocato di Bellini non si è opposto al provvedimento.

Un nuovo fotogramma riapre le indagini

L'elemento principale attorno a cui ruota il nuovo filone d'indagine è un fotogramma estrapolato da un filmino amatoriale Super 8, girato da un turista straniero la mattina del 2 agosto 1980. I magistrati sono convinti che in quel filmato, girato prima e dopo l'esplosione, appaia proprio Bellini e ora, con le nuove tecnologie, il primo passo sarà quello di svolgere una perizia antropometrica su quel volto misterioso. "Allo stato attuale, le nuove tecniche offrono la possibilità di estrarne immagini con carattere di nitidezza, possibilità di manovra e comparazione all'epoca non esistenti", scrive il gip di Bologna.

Gli altri elementi che revocano il proscioglimento

Nell'atto il giudice riporta anche gli altri due nuovi elementi, "sopravvenuti alla sentenza di non doversi a procedere", utilizzati dalla Procura generale per chiedere di indagare nuovamente su Bellini. Si tratta di una intercettazione ambientale che riguarda Carlo Maria Maggi, ex capo di Ordine Nuovo, condannato per la Strage di Brescia e morto lo scorso dicembre, dove il medico parlando con il figlio disse di essere a conoscenza della riconducibilità della strage di Bologna alla banda Fioravanti e che all'evento partecipò un "aviere", che portò la bomba. Bellini era infatti conosciuto nell'ambiente della destra per la passione per il volo tanto che conseguì il brevetto da pilota. L'altro elemento, invece, sono le risultanze del processo di Palermo sulla trattativa 'Stato-Mafia', dalla cui sentenza di primo grado risulta la sussistenza di rapporti tra Paolo Bellini e Sergio Picciafuoco, quest'ultimo, seppur definitivamente assolto dal delitto di partecipazione alla strage dopo la condanna in primo grado, certamente presente alla stazione di Bologna la mattina della strage.

L’avvocato di Bellini: "Lui è sereno. Non ci siamo opposti"

"Hanno riaperto le indagini, noi non ci siamo opposti, almeno si mette un punto fermo in questa vicenda. Il nostro assistito ribadisce che non ha nulla a che fare con la strage, quindi bene che si riaprano le indagini così può chiarire la sua posizione definitivamente". Queste le parole dell'avvocato Manfredi Fiormonti, legale di Paolo Bellini, che non ha preso parte all'udienza davanti al Gip del tribunale di Bologna. Il difensore del 66enne, oggi pizzaiolo nel Lazio sotto falso nome dopo essere uscito dal programma speciale di protezione, ha aggiunto inoltre che il suo assistito "è sereno, tranquillo, ha ribadito quello che ha sempre detto, che lui con questa cosa non c'entra niente, con la strage proprio non c'entra nulla, tant'è che non ci siamo opposti".

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