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Tangenti in Lombardia, tre imprenditori collaborano con i pm

I titoli di Sky Tg24 delle ore 18 del 10/05

3' di lettura

Si sono presentati in Procura per parlare dell’inchiesta che ha svelato un presunto sistema di corruzione, appalti pilotati e finanziamenti illeciti. L’eurodeputata di Fi Lara Comi non è indagata: sono in corso accertamenti. Sentito il sindaco di Gallarate come teste

Salgono a tre gli imprenditori che hanno deciso di collaborare nell'inchiesta della Dda di Milano che ha svelato un presunto sistema di corruzione, appalti pilotati e finanziamenti illeciti. Da quanto si apprende, due hanno iniziato ieri a collaborare con i magistrati e un terzo viene ascoltato in queste ore dai pm. Già ieri si era saputo che nell'inchiesta - coordinata dall'aggiunto Alessandra Dolci e dai pm Adriano Scudieri, Luigi Furno e Silvia Bonardi - un imprenditore si era presentato dai magistrati per fare ammissioni e fornire dettagli utili alle indagini, consapevole che sarebbe stato indagato per corruzione, come poi è avvenuto. Oggi si è appreso, inoltre, che sempre ieri anche un altro imprenditore si è presentato per collaborare con gli inquirenti e lo stesso ha fatto un altro ancora, che viene sentito proprio in queste ore dai magistrati. Nei giorni scorsi, durante i primi interrogatori dell’inchiesta che vede tra gli indagati per abuso d’ufficio anche il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, alcuni degli arrestati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Oggi è stato sentito il consigliere di Forza Italia in Lombardia Fabio Altitonante, arrestato, che ha rimesso la delega da sottosegretario e ha dichiarato attraverso il suo legale di non aver mai ottenuto soldi "né come corruzione né come finanziamento illecito".

Comi non indagata, in corso accertamenti

Intanto da ambienti investigativi emerge che l’eurodeputata di Forza Italia Lara Comi non è indagata nell'ambito dell'inchiesta. "Stiamo svolgendo accertamenti", riferiscono gli inquirenti. Il suo nome compare in alcune intercettazioni in relazione a delle consulenze che avrebbe ottenuto dall'ente della Città Metropolitana di Milano per il lavoro e la formazione dell’ente Afol.

Pm sentono come teste il sindaco leghista di Gallarate

I pm della Dda di Milano hanno ascoltato come testimone il sindaco leghista di Gallarate (Varese) Andrea Cassani. Nell'inchiesta, tra gli altri, è finito in carcere Alessandro Petrone, ormai ex assessore (si è dimesso) all'Urbanistica ed Ambiente del Comune di Gallarate e ritenuto il "braccio destro" del cosiddetto "burattinaio" del sistema, Gioacchino Caianiello, "sul versante amministrativo ed istituzionale" in quel territorio. Dagli atti, il sindaco Cassani, invece, emerge come una figura che si sarebbe opposta alle manovre illecite, soprattutto in relazione ad un cambio di destinazione urbanistica nella zona.

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