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Tangenti Lombardia, indagini su consulenze a una società di Lara Comi

3' di lettura

Dopo i 43 provvedimenti cautelari nei confronti anche di politici, amministratori e imprenditori, i pm starebbero controllando contratti per 38mila euro assegnati a una società riconducibile all'eurodeputata. Che dice: "Niente a che vedere"

Una “società riconducibile” all’eurodeputata e coordinatrice provinciale di Forza Italia di Varese, Lara Comi, sarebbe finita sotto la lente di ingrandimento della Procura di Milano. I pm starebbero infatti indagando su "contratti di consulenza" ottenuti dalla società in questione tramite Gioacchino Caianiello, ex coordinatore di FI a Varese. Caianiello viene ritenuto il "burattinaio" di un presunto sistema corruttivo emerso con gli arresti di martedì scorso. Comi ha però fatto sapere che la sua società non ha niente a che vedere con le consulenze su cui si indaga nell'inchiesta.

Contratti per 38mila euro

I sospetti degli inquirenti si starebbero concentrando su "contratti di consulenza da parte dell'ente Afol città metropolitana" per un "totale di 38.000 euro". È quanto si legge nella richiesta di custodia cautelare dei pm della Dda milanese, responsabili delle indagini che riguardano un sistema corruttivo attivo in Lombardia che vede tra i suoi protagonisti esponenti politici, amministratori pubblici e imprenditori. Come si legge nella richiesta di arresto, la cifra di 38 mila euro sarebbe stata una cifra "preliminare" al "conferimento di un più ampio incarico che può arrivare alla totale cifra di 80.000 euro". Incarico che avrebbe avuto come contropartita la "promessa di retrocessione di una quota parte agli stessi" Caianiello e Giuseppe Zingale, dg di Afol.

Caianiello, “dominus del sistema corruttivo”

Per i pm, la consulenza alla società di Lara Comi dimostrerebbe - assieme a tanti altri casi e in base alle intercettazioni – come Caianiello, il "dominus" del sistema corruttivo e anche di Forza Italia in Lombardia, sia riuscito "con disinvoltura", "grazie proprio alla collaborazione di alcuni suoi uomini di stretta fiducia, tra i quali l'avv. Carmine Gorrasi" consigliere comunale a Busto Arsizio, Zingale e Loris Zaffra, "ad estendere la sua influenza politica e, parallelamente, quella criminale ben oltre i confini della provincia di Varese".

I contatti con gli esponenti di Forza Italia

Gli inquirenti proseguono poi scrivendo che Caianiello, "nell'espletamento del suo ruolo di coordinatore di fatto del partito di Forza Italia nella provincia di Varese è, peraltro, in costante contatto con tutti gli esponenti apicali del partito a livello regionale come comprovano le numerosissime telefonate con la deputata Giusy Versace, con la eurodeputata Lara Comi, con la coordinatrice regionale di Forza Italia on. Maria Stella Gelmini e con il Governatore della Lombardia Attilio Fontana". "Si tratta di dato quanto mai importante – spiegano – nella misura in cui attesta la caratura politica del soggetto ed il potere di cui gode". Gli inquirenti precisano che, intercettando Caianiello, hanno registrato "92" conversazioni con Comi, "18" con Gelmini e "18" con Fontana.

L’indagine della Dda

Dei 95 indagati nell’inchiesta della Dda milanese, 43 hanno ricevuto un’ordinanza di custodia cautelare (di cui 12 in carcere). Fra questi, figurano anche il consigliere regionale Fabio Altitonante, sottosegretario all'area Expo della Regione Lombardia (accusato di corruzione), e il consigliere comunale milanese e vicecoordinatore regionale Pietro Tatarella, candidato alle Europee (associazione per delinquere e corruzione). Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, risulta indagato per abuso d’ufficio.

Data ultima modifica 09 maggio 2019 ore 18:48

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