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Stupro Viterbo, i due arrestati restano in carcere. Si cerca chi ha i video

i titoli di sky tg24 delle 18 del 3 maggio

2' di lettura

Il gip respinge l'istanza di scarcerazione dei due esponenti di Casapound indagati: per il giudice sussiste ancora il rischio di inquinamento delle prove. Intanto i pm dispongono accertamenti tecnici per identificare chi ha ricevuto i filmati e le foto della violenza

Restano in carcere Francesco Chiricozzi (CHI È) e Riccardo Licci, i due esponenti di Casapound arrestati per la violenza sessuale di gruppo avvenuta a Viterbo nella notte tra l'11 e il 12 aprile. Lo ha deciso il gip Rita Cialoni che ha rigettato le istanze di scarcerazione avanzate dai legali dei due indagati al termine dell'interrogatorio di garanzia. Il giudice, nelle motivazioni con cui ha confermato il carcere, afferma che continua a sussistere il rischio di inquinamento delle prove. Intanto le indagini proseguono e si cercherà di ricostruire le ore precedenti allo stupro e tutto ciò che è avvenuto successivamente, compresa la diffusione dei video e delle foto che hanno ripreso quanto accaduto nel pub di Viterbo quella notte. Riprese e immagini che sarebbero stati condivisi su alcuni gruppi Whatsapp e che amici e il padre di uno dei due arrestati avevano consigliato di cancellare. Gli inquirenti disporranno una serie di accertamenti tecnici per verificare a chi sono stati stati inviati i tre video e le quattro foto della violenza.

Proseguono le indagini

I pm, coordinati da procuratore Paolo Auriemma, terranno una serie di audizioni per mettere in fila i tasselli di un'indagine che potrebbe avere ulteriori sviluppi. "Vogliamo capire e chiarire i vari passaggi di quella serata", spiegano gli inquirenti. Verranno ascoltate le persone che erano presenti nel pub dove Francesco Chiricozzi e Riccardo Licci avrebbero "abbordato" la donna di 36 anni che poi avrebbero violentato nel seminterrato di un altro locale, ritenuto luogo abituale di ritrovo di esponenti di Casapound. Altre verifiche, infine, sono state disposte per risalire a chi ha resettato l'hard disk del sistema di videosorveglianza esterna al pub teatro della violenza. Al momento gli unici indagati restano i due militanti di Casapound. Il padre di Licci, che era a conoscenza dei video e ha sollecitato il figlio a sbarazzarsene, non rischia l'accusa di favoreggiamento in quanto parente dell'indagato.

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