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Manduria, picchiato a morte da baby gang. Gip: carcere per i 6 minori

I Titoli delle 18 del 2/5

2' di lettura

Si sono detti “dispiaciuti” nel corso dell’interrogatorio i ragazzi accusati di aver torturato il pensionato morto il 23 aprile scorso. Il giudice ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i 6 minorenni. GLI AGGIORNAMENTI

Il gip del Tribunale per i minorenni di Taranto, Paola Morelli, non ha convalidato il fermo per la mancanza del pericolo di fuga ma ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per i sei minori (due 16enni e quattro 17enni) accusati di tortura, sequestro di persona, danneggiamento e violazione di domicilio, nell'inchiesta sulla morte del 66enne di Manduria Antonio Stano. Per i due maggiorenni, sottoposti a fermo ed accusati degli stessi reati, il gip del Tribunale ordinario Alessandra Romano non ha ancora deciso sulla convalida (AGGIORNAMENTI).

“Dispiaciuti “ e “provati” nel corso dell’interrogatorio

La decisione è arrivata dopo gli interrogatori di convalida dei fermi che si sono tenuti nelle scorse ore. Davanti ai gip gli otto giovani sono apparsi "molto provati", con gli occhi "gonfi di lacrime" e hanno risposto tutti alle domande, riconoscendosi nei video acquisiti dagli inquirenti e circostanziando il loro ruolo. I giovani sottoposti a fermo dalla polizia per la morte del pensionato, si dicono "dispiaciuti" delle atrocità più volte commesse e persino filmate. Lo dicono i loro difensori al termine degli interrogatori di convalida. Ma intanto emerge un quadro inquietante: di quelle aggressioni filmate sapevano in molti, compresa la fidanzata 16enne di uno dei ragazzi, i genitori e la professoressa di un altro componente del gruppo e lo zio di un terzo ragazzo.

“La comitiva degli orfanelli”

Stano è morto il 23 aprile scorso. Aveva subito una lunga serie di aggressioni e violenze in casa e per strada. I bulli durante le spedizioni punitive nei confronti del pensionato, che soffriva di disagio psichico, filmavano le vessazioni e gli atti di violenza e poi li postavano nella chat di Whatsapp denominata "La comitiva degli orfanelli". I minori, per i quali è stato disposto il carcere, secondo il gip Morelli, potrebbero inquinare le prove o ripetere gesti violenti.

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