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Il piccolo Alex è guarito dopo il trapianto di midollo e può tornare a casa

I titoli delle 18 di Sky TG24 del 19 aprile

3' di lettura

L'annuncio arriva dal professor Franco Locatelli, l'oncoematologo del Bambino Gesù: "Traguardo enorme". Al bimbo, affetto da una rara malattia genetica, erano state trapiantate le cellule del padre dopo che la ricerca di un donatore non era andata a buon fine

La malattia è sconfitta, Alex è guarito e può tornare a casa quattro mesi dopo il trapianto di midollo. L'annuncio del lieto fine della storia di Alessandro Maria Montresor, il bimbo affetto da una rara malattia genetica trapiantato con successo con le cellule staminali del padre all'ospedale Bambino Gesù di Roma (LA STORIA DEL PICCOLO ALEX), è arrivato da Franco Locatelli, l’oncoematologo del Bambino Gesù: Alex ora "è ufficialmente guarito, il suo sistema immunitario è sano. È un traguardo enorme per il tipo di trapianto e per il caso molto difficile. E la soddisfazione è enorme". Il bimbo può quindi tornare in Inghilterra, dove vivono i genitori, entrambi italiani. Le cure a Roma sono terminate e per lui saranno necessari soltanto controlli periodici. Il 24 gennaio i medici del Bambino Gesù avevano annunciato che il trapianto aveva avuto esito positivo e non c'erano stati episodi di rigetto. I controlli, che in un primo tempo era fissati una volta a settimana, erano stati dilatati a una volta ogni 15 giorni. 

Altri 5 pazienti con la malattia di Alex guariti al Bambino Gesù

Il professor Locatelli ha spiegato al Corriere della Sera che "le cellule del donatore si sono del tutte sostituite a quelle malate che non avrebbero consentito ad Alex di sopravvivere". E ha detto: "Siamo straordinariamente felici di poter impreziosire con questa guarigione la Pasqua della famiglia Montresor e del Bambino Gesù". Alex è il sesto piccolo paziente guarito al Bambino Gesù dalla linfoistiocitosi emofagocitica. Sul caso è intervenuto anche il ministro per la Famiglia e le Disabilità Lorenzo Fontana: "Uno stupendo miracolo di Pasqua. Alex è guarito, è la notizia più bella che aspettavamo. Ti abbracciamo con  affetto, Alex. E con te abbracciamo anche mamma e papà. Complimenti all'equipe medica del Bambino Gesù e grazie alle migliaia di persone  che si sono messe in coda nelle piazze italiane per dare una mano a questo bimbo speciale", ha detto.

La storia di Alex, dalla malattia al trapianto riuscito

Al piccolo Alex, nato prematuro, era stata diagnosticata la linfoistiocitosi emofagocitica (Hlh), una malattia genetica che colpisce solo lo 0,002% dei bambini e che priva chi ne soffre della perforina, la proteina che consente al sistema immunitario di identificare e combattere batteri e virus. Dopo la diagnosi i medici avevano dato ad Alex poche settimane di vita a meno di trovare un donatore di midollo compatibile. Alla notizia il bimbo è diventato protagonista di una gara di solidarietà: in tantissime piazze italiane sono stati organizzati prelievi di sangue per testare la propria compatibilità alla donazione. La ricerca non ha dato risulato, e così, nell’estremo tentativo di salvarlo, Alex è stato operato all'ospedale Bambino Gesù con una tecnica innovativa utilizzando il midollo del papà Paolo. Operazione che è completamente riuscita.

Data ultima modifica 20 aprile 2019 ore 11:40

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