Salvini attacca Michela Murgia: "Radical chic". Lei replica con il suo curriculum

Cronaca

La scrittrice sarda risponde a un post del vicepremier con l'elenco dei suoi numerosi trascorsi professionali prima di arrivare al successo come autrice. "Fra noi due è lei, signor ministro, quello che non sa nulla di vita vera."

Botta e risposta via social tra il vicepremier Matteo Salvini e Michela Murgia. La scrittrice ha replicato a un post su Facebook del vicepremier che aveva definito la scrittrice una "intellettuale radical chic e snob". In un lungo post Murgia propone a Salvini “un gioco”, la "sinossi dei curriculum", ed elenca tutte le attività svolte prima di raggiungere il successo, arrivato soprattutto con il libro “Accabadora” con cui ha vinto il premio Campiello. "È il suo giochetto preferito – scrive Murgia riferendosi a Salvini - quello di far passare chiunque lo critichi per un ricco altolocato che non ha contatto con la gente e con la realtà, che non conosce i problemi veri e che non sa cosa sia la fatica del lavoro, ambiti in cui lui invece si presenta come vero esperto”.

Murgia: "Ecco la sinossi del mio curriculum"

La scrittrice ricorda tutto il suo percorso professionale prima di arrivare al successo: "Nel '91, anno in cui mi diplomavo come perito aziendale, mi pagavo l'ultimo anno di studi lavorando come cameriera stagionale in una pizzeria. Feci quasi due mesi di assenza perché la domenica finivo di lavorare troppo tardi e il lunedì mattina non sempre riuscivo ad alzarmi in tempo". L'elenco prosegue con l'agenzia di assicurazioni, l'insegnamento precario a scuola, la consegna di cartelle esattoriali a domicilio, un lavoro stagionale come cameriera d'albergo sul passo dello Stelvio, operatrice di call center, portiera notturna d'albergo e così via. "Dal 2007 in poi - ha precisato la scrittrice - vivo delle mie parole, della fiducia degli editori e dei lettori".

Murgia: "Salvini distaccato da realtà, non sa nulla di vita vera e di lavoro"

Poi alla fine del post Murgia attacca: "Adesso le sarà chiaro che è lei, signor ministro, quello distaccato dalla realtà. Tra noi due è lei quello che non sa di cosa parla quando parla di vita vera, di problemi e di lavoro, dato che passa gran tempo a scaldare la sedia negli studi televisivi, travestirsi da esponente delle forze dell'ordine e far selfie per i social network a dispetto del delicatissimo incarico che ricopre a spese dei contribuenti”.

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