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Terrorismo, cellula Al Qaeda in Sardegna: otto assoluzioni

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2' di lettura

La sentenza della Corte d'assise di Sassari: cinque degli otto assolti sono stati però condannati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Per altri tre soggetti gli atti sono stati rimessi alla Procura

La Corte d'assise di Sassari ha assolto dall'accusa di terrorismo otto degli undici imputati (dieci cittadini pakistani e un cittadino afgano) accusati di far parte di una cellula di Al Qaeda con base in Sardegna e di essere coinvolti nella strage che nell'ottobre 2009 che provocò 137 morti e oltre 200 feriti al mercato di Peshawar, in Pakistan. Cinque di questi otto, però, sono stati condannati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Per gli altri tre imputati restanti gli atti sono stati rimessi alla Procura. Il blitz risale al 2015.

Le condanne e le assoluzioni

I cinque condannati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina hanno avuto pene comprese tra i 4 e i 10 anni e dovranno pagare multe tra i 25mila a 80 mila euro. Secondo la sentenza della Corte d'assise di Sassari, dopo l'espiazione della pena dovranno anche essere espulsi dall'Italia. Un imputato, Ridi Yahya Khan, è stato assolto da tutte le accuse, anche quelle sull'immigrazione clandestina. Per tre dei cittadini pakistani a processo, la Corte ha stralciato la posizione rimandando gli atti alla Procura per riformulare il capo d'accusa. Fra questi c'è l'imam di Zingonia (Bergamo) Hafiz Muhammad Zulkifal. Nei suoi confronti, è scritto nell'ordinanza della Corte, "permangono valide fonti di prova relative a una sua ipotizzata attività di finanziamento, direzione e collegamento con gruppi armati operanti all'estero dediti alla progettazione e attuazione di guerriglia e atti di terrorismo".

Le richieste del pm

Il pm della Dda di Cagliari, Danilo Tronci, aveva chiesto quattro ergastoli, condanne da 6 a 18 anni di carcere per gli altri, e un'assoluzione. L'ergastolo era stato richiesto per gli imputati ritenuti essere i capi della banda: Sultan Wali Khan (difeso dagli avvocati Vittorio Platì di Catanzaro e Carlo Corbucci d Roma), il cittadino afgano Ridi Yahya Khan (difeso da Michele Santino di Foggia), Siyar Khan (difeso da Platì) e Imitias Khan. Per l'imam di Zingonia (Bergamo), Hafiz Muhammad Zulkifal, difeso dagli avvocati Fulvio Vitali e Omar Hegazi, il pm aveva chiesto 18 anni di reclusione. I dieci cittadini pakistani e il cittadino afgano furono arrestati dal Dda di Cagliari e dalla Digos di Sassari nel 2015, e poi scarcerati in due riprese (l'ultima il dicembre scorso), per decorrenza dei termini di carcerazione preventiva.

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