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Impronte digitali a scuola, i presidi: “Il controllo sui dirigenti è incostituzionale”

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2' di lettura

Il presidente dell'Associazione nazionale presidi commenta il testo del ddl Concretezza che prevede verifiche biometriche per alcune categorie di lavoratori della pubblica amministrazione: "Siamo contrari". Il ministro Bongiorno: "Controllo per trasparenza"

Ritiene il testo del ddl Concretezza (COSA PREVEDE), approvato due giorni fa alla Camera, che vincola i dirigenti scolastici al rispetto dell'orario da certificare con le impronte digitali, "incostituzionale", e aggiunge che "se dovesse essere approvato metteremo in atto tutte le procedure legali del caso": Antonio Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale presidi, ieri ha scritto una lettera aperta ai vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio affinché intervengano per fare emendare il testo del ddl. Replica il ministro della P.a. Giulia Bongiorno: "Il controllo biometrico serve per una maggiore trasparenza".

Giannelli: il dirigente viene giudicato dai risultati non dall’orario

Giannelli spera "di avere al più presto un riscontro da parte dei vicepremier. Noi siamo contrari a qualsiasi tipo di controllo per tutta la dirigenza italiana, non solo per il comparto della scuola. Il dirigente - continua - è una persona di fiducia del datore di lavoro e non è vincolato ad un orario, perché non viene giudicato sul tempo che dedica al lavoro ma sui risultati che porta".

Il controllo biometrico

Nel ddl è prevista l’acquisizione delle impronte digitali o la verifica dell'iride, al posto del cartellino, per accertare gli ingressi a lavoro nell’ambito della pubblica amministrazione. Nel testo per ora c'è solo il principio, mentre la realizzazione del meccanismo è demandata a un successivo decreto. Alcune categorie sono escluse (forze dell'ordine, magistratura, prefetti), e per la scuola vigeranno regole ad hoc: nessun controllo per i docenti, già sottoposti al registro elettronico, mentre per i presidi si vuole trovare una qualche forma di vigilanza. Inoltre, insieme alla verifica biometrica, in contemporanea e non in alternativa, il ddl prevede il ricorso alla video-sorveglianza.

Bongiorno: controllo per trasparenza

Il ministro Bongiorno, intanto, ha precisato in una nota che le critiche "non solo si basano su una erronea lettura della norma, ma sono anche fuorvianti: non tengono conto del fatto che ancora non è stato emanato il decreto sulle modalità attuative". L'obiettivo, spiega, è "rendere più trasparente la loro presenza in servizio", anche per "ragioni di sicurezza". Per il ministro, inoltre, non si tratta dell'obbligo "di un orario settimanale di lavoro", ma dell'utilizzo di "strumenti di identificazione tecnologicamente avanzati".

 

Data ultima modifica 12 aprile 2019 ore 19:16

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