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Congresso Famiglie a Verona, Parolin: “D’accordo sulla sostanza, no su modalità”

I titoli di Sky Tg24 delle 18 del 19/03

4' di lettura

Il segretario di Stato Vaticano commenta il meeting che si svolgerà dal 29 al 31 marzo. Un evento che fa discutere anche la maggioranza e che, per ora, risulta patrocinato da Palazzo Chigi. “Non ci hanno detto di togliere il simbolo”, dicono gli organizzatori

"Io credo che siamo d'accordo sulla sostanza. Le differenze ci sono sulle modalità". A dirlo è il segretario di Stato del Vaticano, cardinale Pietro Parolin, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un commento sul tanto discusso Congresso mondiale della famiglia che si svolgerà a Verona dal 29 al 31 marzo. Interpellato poi sulle parole del vicepremier Luigi Di Maio, che ha definito i partecipanti degli “sfigati”, il Cardinale ha risposto: "Non sono parole che usiamo". Ma il Congresso non cessa di far discutere anche all’interno della stessa maggioranza, con i 5S che bocciano la kermesse e il vicepremier leghista Matteo Salvini – con il ministro Lorenzo Fontana – che invece parteciperà all’incontro. Meeting che, al momento, risulta patrocinato dal governo. “Continuiamo ad utilizzare il logo di Palazzo Chigi sul nostro sito, sulle brochure e sui manifesti perchè non ci è arrivato alcun contro-ordine", hanno fatto sapere gli organizzatori.

Di Maio: “Ennesimo caso in cui M5S e Lega sono diversi”

Il Congresso è promosso da sigle pro-life e anti-Lgbt e associazioni cattoliche integraliste, ortodosse ed evangeliche. Le sigle sono tutte unite dalla promozione dei valori cristiani, la contrarietà all’aborto, la condanna dell’omosessualità, la battaglia contro la pornografia e una visione restrittiva dei diritti e del ruolo della donna. Per questo, Di Maio è molto critico: “La famiglia è sacra. Ma se in un congresso ci si riunisce per dire che la donna se ne deve stare a casa con la famiglia, fare i piatti o addirittura che il femminicidio è una esagerazione, quello non è il mio modello valoriale", ha detto il vicepremier. E mentre "nessun membro del M5s, andrà al congresso" di Verona, "Salvini dice che ci va. Penso che su questo siamo di fronte all'ennesimo caso in cui M5s e Lega sono diversi, anche per provenienze valoriali, perché per me la famiglia è sacra ma la libertà della donna è sacra".

Chi parteciperà alla kermesse

Ma nonostante le critiche del vicepremier pentastellato, il Congresso dovrebbe avere il patrocinio di Palazzo Chigi. Un fatto che ha sollevato molte polemiche, fino all’intervento del premier Giuseppe Conte che ha negato ci sia stata la concessione. A oggi però il logo del governo è presente sul sito della manifestazione e gli organizzatori sottolineando di averlo mantenuto perché “non è arrivato alcun contro-ordine”. All’iniziativa parteciperanno il vicepremier Salvini, il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana, quello dell’istruzione Marco Bussetti, il senatore Simone Pillon e il governatore del Veneto Luca Zaia. A Verona, saranno inoltre presenti il presidente della Moldavia, l’ambasciatore ungherese in Vaticano, il ministro della Famiglia ungherese, l’ambasciatore polacco in Italia ed esponenti religiosi esteri. Come, ad esempio, Dmitri Smirnov, arciprete della Chiesa ortodossa russa, che ha definito “assassine e cannibali” le donne che decidono di abortire e Brian Brown, presidente dell’International organization for the family, la lobby statunitense pro-life che organizza l’evento.

Il boicottaggio e le minacce agli albergatori

Nel mezzo delle polemiche, Antonio Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vicepresidente del XIII Congresso Mondiale delle Famiglie, denunciano che qualche albergatore di Verona avrebbe ricevuto minacce per l’ospitalità ai partecipanti alla kermesse. "Noi come i neri ai tempi della segregazione. La responsabilità di questo gioco al massacro è della politica, del M5s e del Pd che hanno deciso non solo di non partecipare ma di innescare questa moderna caccia alle streghe pro-family. La libertà di opinione ed espressione in Italia è gravemente sotto attacco". Giulio Cavara, presidente dell'Associazione Albergatori di Confcommercio Verona, conferma le minacce, anche telefoniche, ricevute da qualche albergatore. Nei giorni scorsi, un comunicato dell'area vicina alla sinistra antagonista aveva invitato al boicottaggio degli alberghi che hanno siglato una convenzione con il Congresso delle famiglie, stilando anche una sorta di "black list" degli hotel.

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