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Ponte Morandi, tracce di amianto nella pila 8: rinviata la demolizione

2' di lettura

Sospeso dalla Commissione esplosivi l'abbattimento in programma per sabato. Occorre prima perfezionare le analisi sulla presenza della sostanza nella struttura. Intanto sono più di 30 i nuovi indagati per il crollo del 14 agosto

La Commissione esplosivi, riunita a Genova, ha sospeso l'abbattimento della pila 8 del ponte Morandi che avrebbe dovuto essere distrutta sabato, con un’esplosione controllata. "Siamo in stand by", ha detto Danilo Coppe, titolare della Siag, la ditta di esplosivistica civile che ha il compito di distruggere le parti del ponte che non si devono smontare. Lo stop è arrivato perché "devono essere perfezionate le analisi" sulla presenza di amianto nella struttura. E proprio in alcuni campioni prelevati dalla pila 8 dell'ex viadotto Morandi ci sono tracce della sostanza. A rivelarlo è Gabriele Mercurio, ingegnere di polizia mineraria e membro della Commissione: “Si tratta di quantità minime”, ha spiegato l’esperto, “rilevate grazie ad alcune indagini 'spinte' che al momento non hanno eguali come livello di approfondimento" (L'INIZIO DELLA DEMOLIZIONE). 

Le valutazioni sull'esplosivo in presenza di amianto

Mercurio ha anche spiegato che ora si attende "che sia valutata sotto il profilo sanitario e ambientale la compatibilità di utilizzo degli esplosivi rispetto alla presenza di amianto". Bisogna capire, in sostanza, se l'esplosione potrebbe fare nascere problemi in presenza della sostanza. "Tutte le valutazioni di questo tipo prendono in esame la possibilità non solo dell'utilizzo dell'esplosivo, ma anche di altre tecniche", ha precisato l'esperto.

Più di 30 nuovi indagati per il crollo del ponte Morandi

Intanto continuano gli accertamenti su quanto accaduto il 14 agosto, quando nel crollo del ponte Morandi hanno perso la vita 43 persone (NUOVE IMMAGINI DEL CROLLO). Sono più di 30 le persone iscritte nel registro degli indagati tra Autostrade, Spea e ministero delle Infrastrutture. Per alcuni i pm hanno ipotizzato anche il falso, per le relazioni sullo stato del viadotto non corrispondenti alla realtà. Gli indagati, secondo gli inquirenti, avevano tutti una posizione di garanzia per quanto riguarda le manutenzioni e i controlli. I nuovi avvisi di garanzia sono stati notificati per consentire la partecipazione al primo incidente probatorio attualmente in corso che serve a fotografare lo stato del ponte, ma anche per poter avviare altri accertamenti tecnici non ripetibili. La prossima settimana, infatti, verrà fatta copia forense di cellulari e computer sequestrati nei mesi scorsi nelle varie perquisizioni effettuate dagli uomini della Guardia di finanza. 

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