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I genitori di Renzi dal gip: "Siamo due pensionati". Chiesta la revoca dei domiciliari

1' di lettura

Tiziano Renzi e Laura Bovoli, indagati per bancarotta fraudolenta e false fatturazioni, hanno risposto per oltre due ore alle domande del giudice. L’avvocato: “Non escludiamo l’archiviazione”

"Siamo due pensionati". Lo hanno detto i genitori dell'ex premier Matteo Renzi, Tiziano Renzi e Laura Bovoli, ai domiciliari dal 18 febbraio per bancarotta fraudolenta e false fatturazioni, rispondendo al gip Angela Fantechi nell'interrogatorio di garanzia al palazzo di giustizia di Firenze in cui la difesa ha chiesto la revoca della misura cautelare alla stessa giudice che ha firmato l'ordinanza. Entrambi hanno risposto così, secondo quanto riferito dal loro difensore, l'avvocato Federico Bagattini, al giudice che chiedeva loro quale professione svolgessero attualmente, spiegando, la Bovoli, di essersi dimessa dalle cariche ricoperte nella società di famiglia Eventi6, mentre il marito ha detto di essersi cancellato dal registro degli agenti di commercio cui era iscritto.

Gli interrogatori

Nei rispettivi interrogatori prima Laura Bovoli, per circa due ore e mezzo, poi il marito Tiziano (che aveva atteso il suo turno in una stanza separata del tribunale), fino a sera, avrebbero chiarito al gip le accuse di bancarotta e fatture fittizie relative a società cooperative di cui, secondo gli inquirenti, avevano il controllo tramite persone “di fiducia”. Peraltro, ha spiegato uno dei legali, la contestazione dell'illecito "non ammonta a 700.000 euro" ma "eventualmente è di 250.000 euro più Iva. Qualcuno ha sbagliato a fare le operazioni aritmetiche", ha detto l'avvocato Bagattini.

Chiesta la revoca dei domiciliari

"Abbiamo chiesto la revoca dei domiciliari vista l'insussistenza della misura cautelare", ha affermato ancora lo stesso difensore, aggiungendo che "è stata una mezza maratona, gli argomenti cui rispondere erano numerosi" e che "non ci sono stati momenti di attrito o di tensione" ma "abbiamo trovato una signorilità che di solito non si trova negli interrogatori". Sull'istanza di revoca dei domiciliari ora serve il parere del pm, che ha 48 ore di tempo; il gip ha 5 giorni per decidere. Quanto al prosieguo del procedimento, Bagattini non esclude una possibile "archiviazione".

Massone non risponde al gip

L'imprenditore ligure Mariano Massone, anche lui ai domiciliari nella stessa inchiesta dei Renzi, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip Fantechi. Il suo difensore Luca Gastini ha chiesto la modifica dei domiciliari consentendo al suo assistito di poter comunicare all'esterno ma anche di poter uscire dalla casa per andare ad assistere i genitori che abitano nelle vicinanze. Nell'ufficio del gip, Massone e il suo avvocato si sono trattenuti circa mezz'ora. Lo stesso legale, però, ha presentato istanza di revoca della misura al Riesame.
 

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