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Foligno, bimbo nero messo nell’angolo dal maestro. Il papà: "È razzismo"

I titoli di Sky Tg24 delle 18 del 22/02

4' di lettura

L’uomo nega si sia trattato di un esperimento sociale, come sostenuto dal docente. “Ha chiamato mia figlia scimmia”, ha raccontato. Dopo le parole del genitore, il maestro si scusa per "il malinteso" e definisce la sua una "attività volta all'integrazione"

"È un episodio di razzismo e non si è trattato di un esperimento sociale”. Lo dice chiaramente Odigie, il papà dei due bimbi neri “puniti” dal maestro della scuola elementare di Foligno perché “troppo brutti”. Il caso è stato segnalato da alcuni genitori dei compagni di classe dei bambini: il maestro supplente avrebbe messo all’angolo il bimbo perché “troppo brutto per guardarlo in volto” e un episodio simile sarebbe accaduto alla sorellina per mano dello stesso docente. “I miei figli stanno male”, ha detto oggi il papà dei bimbi, accompagnato dalla moglie Favour, dopo l’incontro con la preside dell’istituto. Il maestro è stato sospeso in via cautelare. Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti, che, ospite di Sky tg24, ha affermato: sulla scuola "non parlerei tanto di integrazione, a noi piace di più il termine inclusione”. E definisce "gravissimo e da condannare" l'episodio di Foligno. "È importante far emergere e denunciare immediatamente questi episodi, e se i fatti denunciati sono veri si procede dal punto di vista disciplinare”.

Il maestro: "Mi scuso per il malinteso, era attività di integrazione"

Il docente si era difeso inizialmente dicendo che si è trattato di “un esperimento sociale”, ma oggi definisce la sua "un'attività per l'integrazione finalizzata a far prendere coscienza agli studenti del concetto di differenza razziale e di discriminazione". Un "malinteso" per il quale l'insegnante "porge le sue scuse ai genitori dell'alunno coinvolto e in generale ai genitori dell'intera classe", fa sapere attraverso l'avvocato Luca Brufani.

“L’Italia non è razzista. Il problema è quel maestro”

I genitori dei bambini hanno parlato accompagnati dal loro legale. Il papà è originario della Nigeria e risiede in Italia da 17 anni. "I miei figli - ha detto - stanno molto bene dentro la scuola con gli altri bambini, il problema è soltanto con questo maestro. In tanti anni che siamo in questo Paese è la prima volta che ci capita una cosa del genere". Il papà ha poi sottolineato la solidarietà degli altri genitori evidenziando che l'Italia "non è un Paese razzista". "Altrimenti non saremmo qui da tanto tempo. In Italia abbiamo fatto tante cose belle, tra cui i nostri cinque figli", ha aggiunto. A proposito della giustificazione relativa “all'esperimento sociale”, ha sottolineato che il docente "non aveva informato gli alunni". "E comunque non riterrei giusto che possa aver preso i miei figli per fare un esperimento", ha sottolineato l’uomo.

Il papà: “Ha chiamato nostra figlia scimmia”

Dallo studio del loro legale, intervistati da Repubblica, i due genitori hanno raccontato che l’insegnante ha detto alla figlia più piccola: "Sei così brutta che possiamo chiamarti scimmia". Un epiteto che poi la bambina ha riferito alla mamma, dicendo che il maestro supplente l’aveva “insultata”. Inoltre, il giorno prima dell’episodio in cui ha “punito” il figlio della coppia facendolo girare verso la finestra, il maestro avrebbe preso il bambino e l’avrebbe portato in corridoio per mostrarlo ai compagni delle altre classi, dicendo: “Guardate quando è brutto”. I genitori e l’avvocato si sono poi recati alla procura di Spoleto per formalizzare una denuncia.

La reazione dei politici

"Sono vicino a quel bambino, ma non può essere sempre tutta colpa di Salvini, come pensano i professoroni e i commentatori di sinistra", ha detto oggi il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, in risposta alle accuse mosse ieri dal governatore del Lazio e candidato alla segreteria del Pd, Nicola Zingaretti. "Il grande tallone d'Achille della Lega è la mutazione da un partito con forte connotazione regionalista a partito nazionale che ha un solo elemento identitario: l'odio e la paura. In questo senso quanto accaduto a Foligno è figlio di questa ideologia", aveva detto Zingaretti. "Il razzismo è sempre odioso, il razzismo verso i bambini è indecente, Il razzismo dentro una scuola, luogo di inclusione e di crescita, è ignobile", ha ribadito oggi il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali. "Razzismo a scuola, da adulti verso ragazzi e tra coetanei. Cosa stiamo insegnando ai nostri nipoti, ai nostri figli, ai nostri alunni? Dobbiamo davvero ricominciare dalle basi", ha aggiunto Pietro Grasso, senatore di Liberi e Uguali, in un post su Twitter.

Data ultima modifica 22 febbraio 2019 ore 17:55

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