Coldiretti: la black list del cibo illegale e dannoso per la salute

Cronaca

In occasione della presentazione del sesto Rapporto sulle Agromafie, l’associazione presenta il "menù" della criminalità: dagli antipasti al dolce, ecco alcuni esempi di prodotto illegali, pericolosi o frutto dello sfruttamento che finiscono sulla nostra tavola

Dalla mozzarella “sbiancata” con la soda al pesce vecchio “rinfrescato con un lifting” chimico; dalla carne dei macelli clandestini al pane cotto in forni con legna tossica; dalle nocciole turche prodotte con il lavoro dei bambini al miele "tagliato" con sciroppo di riso o di mais. Sono solo alcuni dei prodotti illegali, pericolosi o frutto dello sfruttamento dei lavoratori che la criminalità porta sulla tavola degli italiani (LE FOTO). A rivelarlo è la Coldiretti che, per la prima volta, ha apparecchiato a Roma la tavola de “Il crimine nel piatto degli italiani” con i casi più eclatanti. In occasione del sesto Rapporto "Agromafie" elaborato da Coldiretti, Eurispes e Osservatorio sulla criminalità nell'agroalimentare (che registra un +12,4% nel business delle agromafie nel 2018, per un totale di 24,5 miliardi di euro), l’organizzazione presenza alcuni esempi che – dall’antipasto al dolce – portano in tavola “prodotti illegali, pericolosi o frutto dello sfruttamento di manodopera”. Ecco qual è il menù. 

Gli antipasti

Per cominciare, i clan criminali "servono" mozzarella sbiancata con carbonato di soda e perossido di benzoile e frittelle di bianchetti, conosciuti a Napoli come cicinielli: il regolamento Ue 1967/2006 ne mette fuori legge la cattura, lo stoccaggio, l'immagazzinamento e la vendita che però ancora avviene attraverso le vie illegali.

Primi piatti

A seguire, spiega Coldiretti, “sulla tavola del crimine si può trovare il riso che arriva dalla Birmania frutto della persecuzione e del genocidio dei Rohingya”.

Secondi di carne e di pesce

Quando poi si passa ai secondi, evidenzia la Coldiretti, si rischia di trovare nel piatto del pesce vecchio “ringiovanito” con il cafados, una miscela di acidi organici e acqua ossigenata che viene mescolata con il ghiaccio e consente di dare una freschezza apparente al prodotto. Oppure, per chi preferisce la carne, si può trovare una bistecca che arriva da macelli clandestini senza alcun controllo sanitario, sia sulla carne che sui locali nei quali viene sezionata e tantomeno sulle procedure igieniche usate dai “macellai” per il lavoro. 

Contorni

Per accompagnare gli altri piatti, due opzioni: tartine di tartufi cinesi spacciati per italiani visto che il "Tuber indicum" è simile del tartufo nero nostrano (al quale assomiglia nell'aspetto senza però possederne le straordinarie qualità organolettiche) oppure funghi porcini secchi romeni serviti come nazionali. Per condire il tutto, attenzione a non imbattersi, soprattutto tra i low cost, nell’olio di semi colorato alla clorofilla al posto dell’extravergine. Un pericolo presente anche al ristorante dove ancora vengono portate in tavola vecchie oliere e bottiglie senza il tappo anti rabbocco che, spiega la Coldiretti, sono vietati da anni. Il rischio della truffa riguarda anche le formaggere dove al posto di parmigiano reggiano o grana padano dop vengono spesso spacciate imitazioni di infima qualità. Ad accompagnare i piatti illegali, c’è poi il pane cotto in forni clandestini dove si usano scarti di legna e mobili laccati contaminati da vernici e sostanze chimiche. Il tutto innaffiato da vino scadente adulterato con lo zucchero, la cui aggiunta è vietata in Italia. 

Dolci e frutta

Tra i dolci le preoccupazioni riguardano ad esempio i biscotti con il miele “tagliato” con sciroppo di riso, mais o zucchero, allo scopo di gonfiarne il volume con sottoprodotti che costano un decimo del vero miele. E se si predilige la frutta, c’è sempre il rischio di portare a tavola inconsapevolmente i frutti dello sfruttamento come le nocciole turche o le banane dell’Ecuador, prodotte dal lavoro minorile come denunciato dal Ministero del lavoro degli Stati Uniti d’America. Infine, se si vuole regalare un fiore, c’è sempre in agguato il circuito della vendita illegale delle rose che sfrutta manodopera straniera in generale bengalese che fa il giro di ristoranti e pizzerie per ore e ore con mazzi di fiori da vendere alle coppiette a cena.

L’aumento delle frodi a tavola

In generale, nella sua analisi Coldiretti ha rilevato che nel 2018 le frodi e i reati nel piatto degli italiani sono aumentate del 59%. I più colpiti il vino (+75%) e la carne (+101%,). Nell'ultimo anno sono stati sequestrati 17,6 milioni di chili di alimenti di vario tipo per un valore di 34 milioni di euro e più di 1 italiano su cinque (17%) è stato vittima di frodi alimentari. Sotto accusa sono soprattutto i cibi low cost, dietro ai quali spesso si nasconde l'uso di ingredienti di minore qualità o metodi di produzione alternativi o illegali. Agricoltura e alimentare, segnala inoltre Coldiretti, sono considerate aree prioritarie di investimento dalla malavita perché del cibo, anche in tempo di crisi, nessuno può fare a meno.

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