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Valanghe Courmayeur, trovati i corpi senza vita di 4 freerider

2' di lettura

I quattro sciatori - tre uomini e una donna, due residenti a Londra e due a Chamonix - erano dispersi da ieri in Val Veny, nella zona del canale degli Spagnoli. Si trovavano in una zona non vietata. I cadaveri sepolti sotto un paio di metri di neve

I corpi senza vita di quattro freerider, tre uomini e una donna, sono stati individuati e recuperati sopra Courmayeur. I quattro sciatori erano dispersi da ieri, 3 febbraio, dopo che una valanga li ha travolti. I cadaveri erano sepolti sotto due metri di neve in Val Veny, nella zona del canale degli Spagnoli. Al contrario di quanto riferito in un primo momento dai soccorritori, i quattro sciatori non si trovavano in una zona vietata: il Canale degli spagnoli, ha appurato il Soccorso alpino della guardia di finanza di Entreves, si trova appena fuori dall'area off limits.

Recuperati i corpi dei 4 sciatori 

L'ultimo a essere recuperato è stato il corpo di un uomo di 38 anni originario della Polonia e residente a Chamonix (Francia). La salma era sepolta sotto la neve nei pressi del torrente, in fondo alla gola, dove è stato trascinato dalla valanga. Prima di lui, erano stati individuati anche i cadaveri di una donna di 39 anni originaria della Nuova Zelanda e residente a Londra, di un uomo di 43 anni originario della Svizzera e residente nella capitale britannica e di un uomo francese di 36 anni di Chamonix. Due dei tre freerider indossavano uno zaino con l'airbag, che erano riusciti ad attivare per tentare di galleggiare sulla valanga. I tre sono stati trovati grazie al segnale dei loro apparecchi Artva, in fondo al canale, non lontano da un torrente. È probabile che la slavina si sia staccata nella tarda mattinata di ieri. L'operazione di ricerca - ha confermato Paolo Comune, responsabile del soccorso alpino valdostano - è conclusa.

Vittime anche ieri

Sempre ieri, in Valle d'Aosta, un escursionista milanese di 44 anni ha perso la vita, travolto da una valanga, mentre sciava fuoripista con due amici, rimasti illesi ma sotto shock. La valanga è stata causata probabilmente dalla rottura di una placca di neve trasportata dal vento. La slavina è caduta per circa 200 metri. La vittima e i suoi due compagni avevano da poco effettuato la salita della punta Oilletta (2.616 metri di quota) ed erano poi scesi e stavano nuovamente risalendo verso una cima vicina.

Data ultima modifica 04 febbraio 2019 ore 16:20

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