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Chiusure negozi, accordo Lega-M5s: aperti metà delle domeniche e in quattro festività

I titoli di Sky Tg24 delle 10 del 31 gennaio

3' di lettura

La maggioranza ha presentato il testo base della proposta di legge in commissione alla Camera. A scegliere le date saranno le regioni. Nelle zone turistiche le serrande resteranno alzate soprattutto in alta stagione. Previste in totale fino a 30 aperture extra

Intesa tra Lega e Movimento 5 stelle sulle aperture domenicali dei negozi. Dopo mesi di confronto le due forze della maggioranza trovano la quadra per fare marcia indietro rispetto alle liberalizzazioni del governo Monti. Il testo base della proposta di legge è stato depositato dal relatore Andrea Dara (Lega) nella commissione Attività produttive della Camera, dove sarà esaminato prima di passare in Aula a Montecitorio e poi al Senato. La maggioranza dice basta agli esercizi sempre aperti senza distinzioni di domeniche e festivi: l’accordo gialloverde prevede che siano concesse di base aperture per la metà delle domeniche, 26 su 52, e deroghe per altri giorni di serrande alzate nelle festività nazionali, quattro su 12 (laiche e religiose). In tutto quindi si arriva fino a 30 aperture “extra”.

Scelgono le regioni

Quali saranno le date delle aperture “standard” lo sceglieranno le Regioni, sentendo le associazioni di categoria e i sindacati: allo stesso modo, regione per regione, si decideranno le festività in cui gli esercizi potranno lavorare. Il testo è a una mediazione tra le posizioni di partenza dei due alleati. Il partito di Di Maio puntava a tenere aperto il 25% degli esercizi commerciali, mentre il Carroccio proponeva un tetto di otto aperture.

In mare e in montagne aperture concentrate in alta stagione

La sintesi finale prevede anche attenzione particolare anche alle zone turistiche, prevedendo che si possano concentrare le aperture in alta stagione. Al mare le 26 domeniche saranno quindi concentrate nei mesi estivi, da aprile a settembre, mentre in montagna si divideranno tra la stagione sciistica (dicembre-marzo) e quella del trekking e delle passeggiate (luglio e agosto). I centri storici, a partire da quelli delle grandi città, sono esenti da questi vincoli e le attività commerciali potranno rimanere aperte tutte le domeniche, eccezione fatta per le festività. Lo stesso vale per i negozi di vicinato fuori dal centro storico. Nei comuni fino a 10.000 abitanti saranno aperti i negozi fino a 150 metri quadri. Nei comuni con più di 10.000 abitanti saranno aperti i negozi fino a 250 metri quadri.

Le categorie di negozi che potranno restare sempre aperti

Come in precedenza, saranno sempre aperte le rivendite di generi di monopolio, quelli in alberghi, campeggi e villaggi. Sempre aperti anche quelli lungo le autostrade, in stazioni, porti e aeroporti. Apertura libera anche per giornalai, gastronomie e rosticcerie, pasticcerie e gelaterie, fiorai, librerie, negozi di mobili, di dischi, antiquari, e chi vende ricordini e artigianato locale. Sempre aperti anche i cinema, e i negozi di parchi divertimento, stadi e centri sportivi. Previste multe salate per chi non rispetterà i nuovi obblighi: da 10mila a 60mila euro che raddoppiano in caso di recidiva. I proventi serviranno a combattere gli abusivi e contribuiranno al decoro urbano.

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