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Tratta dei migranti e terrorismo, 15 fermi tra la Sicilia e Brescia

3' di lettura

Uno degli indagati inneggiava all'Isis. Poi ha collaborato con i pm di Palermo perché temeva che ci si ritrovasse con "un esercito di kamikaze in Italia". Scoperti anche viaggi clandestini per raggiungere le coste trapanesi dalla Tunisia: costavano 2.500 euro

Temeva che ci si ritrovasse con "un esercito di kamikaze in Italia". Per questo un tunisino ha deciso di parlare con gli inquirenti. Le sue dichiarazioni alla Dda di Palermo, guidata da Francesco Lo Voi, hanno portato all'operazione "Abiad" che ha consentito di scoprire una banda che sarebbe stata dedita alla tratta di migranti, al terrorismo e al contrabbando di sigarette per finanziare le altre attività tra cui anche l'espatrio di soggetti ricercati in Tunisia per reati legati al terrorismo. Con queste accuse i carabinieri del Ros di Palermo stanno eseguendo nelle province di Palermo, Trapani, Caltanissetta e Brescia 15 fermi disposti dalla Dda del capoluogo siciliano. Uno dei fermati, colui che poi ha collaborato con i pm, avrebbe anche istigato al terrorismo, invocato la morte in nome di Allah e fatto apologia dello Stato islamico attraverso i social. La banda si finanziava attraverso i viaggi organizzati clandestinamente: con 2.500 euro era possibile raggiungere le coste trapanesi partendo dalla Tunisia a bordo di gommoni veloci. Per i pm di Palermo, che hanno disposto i fermi, la banda rappresenta "una minaccia alla sicurezza nazionale perché in grado di fornire un passaggio marittimo sicuro e celere particolarmente appetibile per persone ricercate dalle forze di sicurezza tunisine o sospettate di connessioni con formazioni terroristiche”.

Il tunisino che inneggiava all'Isis e ha collaborato con i pm

Il tunisino ha raccontato ai pm di essere a conoscenza dell'esistenza di una organizzazione criminale che gestiva un traffico di esseri umani, contrabbandava tabacchi e aiutava ad espatriare soggetti ricercati in Tunisia per reati legati al terrorismo. Nel profilo Facebook del fermato accusato di apologia all'Isis sono stati trovati video di esecuzioni capitali fatte dal boia di Daesh noto come Jihadi John. E' stato anche scoperto materiale propagandistico delle attività di gruppi islamici di natura terroristica come preghiere, scritti, ordini, istruzioni e video con scene di guerra, immagini di guerriglieri, discorsi propagandistici e kamikaze presi dalla rete. Scoperti anche suoi contatti con profili di altri estremisti islamici. L'arrestato era uno dei cassieri dell'organizzazione e gli inquirenti sospettano che abbia usato il denaro guadagnato coi viaggi nel Canale di Sicilia anche per finanziare attività terroristiche.

Il contrabbando di sigarette

L'organizzazione criminale, che operava in Italia e Tunisia, contrabbandava anche tabacchi lavorati esteri smerciati nel Palermitano grazie alla mediazione di complici italiani. I guadagni dell'organizzazione criminale, custoditi da cassieri designati dai vertici della banda, venivano riutilizzati per il rifinanziamento della attività come l'acquisito dei natanti veloci e l'aiuto economico dei componenti della associazione criminale finiti nei guai con la legge. Gli indagati devono rispondere a vario titolo di istigazione a commettere delitti in materia di terrorismo, associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e al contrabbando di tabacchi lavorati esteri, ingresso illegale di migranti nel territorio nazionale ed esercizio abusivo di attività di intermediazione finanziaria con l'aggravante della transnazionalità.

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