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La videolettera di Riccardo Bocca a Michelle Hunziker

Cronaca

Nonostante una carriera brillante nel mondo dello spettacolo la popolare conduttrice tv è rimasta prigioniera di una setta

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Sono sempre di più gli italiani che cercano sostegno nelle sette. Questo fenomeno, allarmante, è stato al centro della nuova puntata di "Hashtag24, l'attualità condivisa", la trasmissione ideata e condotta dal vicedirettore di Sky TG24, Riccardo Bocca. 

Ospiti della tredicesima puntata sono stati: Alfredo Fabbrocini, direttore della II Divisione del Servizio Centrale Operativo (SCO) della Polizia di Stato, Don Aldo Buonaiuto dell'Ass. Comunità Papa Giovanni XXIII il sociologo Domenico De Masi.

La videolettera di Riccardo Bocca

Carissima Michelle Hunziker, le invio questa videolettera perché la sua storia è emblematica di cosa significhi essere prigionieri di una setta. Quando è successo lei aveva tutto: un compagno celebre come Eros Ramazzotti, una figlia adorata, una carriera brillante nel mondo dello spettacolo.

Eppure anche lei, come noi tutti, ospitava dentro di sé il dolore di vicende personali che la indebolivano ed esponevano potenzialmente al plagio da parte di altri. Che poi è il punto cardine, di tutte queste storie di sette: il rapporto tra l’apparenza e il reale, la distanza sempre più marcata tra finzione sociale e vertigine alimentata dai propri traumi latenti.

Materia che lei, cara Hunziker, ha racchiuso di recente in un libro, ma che pone anche ulteriori e più ampie domande. Come ad esempio quanto spazio e interesse ancora esista, nello stato sociale di oggi, per l’identità e il sostegno della Persona.

Argomenti dei quali lei potrebbe essere testimonial forte e popolare, al di là della promozione del suo volume. Se la sente?