Terremoti, donne in marcia per 35 km contro il blocco della ricostruzione

Cronaca

Partecipano le cittadine delle zone colpite dal sisma dell’Abruzzo, nel 2009, e da quelli del Centro Italia nel 2016 e 2017. Il percorso va da Campotosto all'Aquila, dove oggi è previsto l'arrivo. "I nostri centri rischiano di spopolarsi", denunciano le partecipanti

Una marcia lunga 35 chilometri, per riaccendere l’attenzione sulla ricostruzione nelle zone del Centro Italia colpite dal terremoto. È questa l’iniziativa promossa da alcune donne dei territori devastati dal sisma dell’Aquila, nel 2009, e da quelli del 2016 e del 2017. Il gruppo ha iniziato la “marcia della pace” il 18 novembre, verso la prefettura dell’Aquila, dove è in arrivo oggi. L’obiettivo: denunciare il fatto che "non è stata approvata nessuna pratica di ricostruzione delle case danneggiate, neppure quelle più lievi, del sisma più recente, mentre per quello di 10 anni fa, tutto procede molto lentamente". A promuovere l'iniziativa, tra le altre, anche la sindaca di Cagnano Amiterno, Iside Di Martino, e l'ex sindaca di Montereale, Lucia Pandolfi, che spiega: "La nostra è una iniziativa non politica e che non guarda al passato” (LA MAPPA DEL RISCHIO SISMICO).

Le tappe della marcia: da Campotosto a L'Aquila

La marcia è partita dal comune di Campotosto ed è arrivata ieri fino a quello di Cagnano Amiterno. Mentre oggi la partenza è stata fissata da località Cermone, nel Comune di Pizzoli, per arrivare alla destinazione finale e chiedere al prefetto, Giuseppe Linardi, di porre l'attenzione del governo nazionale sullo stallo nella ricostruzione nell'alta Valle dell'Aterno. “La situazione che si è creata rischia di far spopolare definitivamente i nostri centri”, ha spiegato la sindaca Pandolfi, “il 70 per cento delle persone, anche quelle che hanno la casa non gravemente lesionata, vivono all'Aquila nei moduli abitativi provvisori, quindi è difficile che le attività economiche possano andare avanti". Pandolfi inoltre "vuole capire, anche con una inchiesta giudiziaria, i motivi per i quali i fondi dello Stato sono fermi e la ricostruzione non è partirà". 

Critiche di Fdi sull'iniziativa

Sulla 'marcia della pace' è perà arrivata la critica di Fratelli d'Italia dell'alta Valle dell'Aterno, che vede la manifestazione come tesa alla strumentalizzazione, in vista delle elezioni regionali. A stretto giro è arrivata la risposta del consigliere regionale del Pd, Pierpaolo Pietrucci, che ha definito deliranti le affermazioni di Fdi, esprimendo "sostegno e solidarietà a chi protesta per le condizioni di una terra e per la lentezza di un processo di ricostruzione che si va configurando sempre di più come una minaccia alla sopravvivenza dell'Alta Valle dell'Aterno".

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