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Terra dei Fuochi, dai droni all’esercito: cosa prevede il Protocollo

Cronaca
(Foto archivio Ansa)

L’intesa firmata a Caserta dal premier Conte e da 7 ministri, tra cui Di Maio e Salvini, punta alla prevenzione, con il coinvolgimento di Asl e medici di base, e alla sorveglianza dei punti più sensibili come i siti di lavorazione dei rifiuti a rischio di roghi dolosi

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Molta prevenzione e un rafforzamento della sorveglianza nei punti sensibili, con un’attenzione al miglioramento delle condizioni di salute, ambiente e territorio. Sono questi i punti cardine del Protocollo d'intesa sulla Terra dei Fuochi (I TEMI DEL DOSSIER) in Campania, firmato oggi a Caserta dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e sette ministri, tra cui i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini. La task force che il governo metterà in campo sarà guidata direttamente da Palazzo Chigi e vi svolgerà un ruolo di primo piano il ministro dell'Ambiente Sergio Costa, che da generale della Forestale ha perseguito i clan camorristici attivi nel settore. (UNA SOLUZIONE ATTESA DA 24 ANNI)

Militari, droni e vigili del fuoco

Il Protocollo è un piano d'azione del governo contro i roghi tossici e gli interramenti abusivi di rifiuti. In campo, nelle zone più a rischio, saranno impiegati l'esercito - che presidierà i siti di lavorazione dei rifiuti che, secondo le prefetture di Napoli e Caserta, sono a rischio di incendi dolosi - i droni e un centinaio di carabinieri specializzati in reati ambientali. Saranno anche aumentati i vigili del fuoco pronti a intervenire sul territorio.

Anche i medici di base nella task force del governo

Nel piano d’azione previsto dall’intesa avranno un ruolo anche le Asl e i medici di base, impiegati per il controllo dell'aria e del territorio finalizzato a rilevare la presenza anomala di malattie più o meno gravi legate all'inquinamento da rifiuti. Di qui la presenza della Regione, che ha competenza sulla sanità.

L’obiettivo finale

L'obiettivo a lungo termine è il cosiddetto "end of waste", la fine della dispersione dei rifiuti, la loro trasformazione nell'ambito di un'economia circolare, come ha sottolineato il presidente del Consiglio Conte. E non solo in Campania: il governo giallo-verde pensa in prospettiva di esportare il modello Campania in altre regioni, perché come ha detto il vicepremier Luigi Di Maio, "i roghi tossici sono un fenomeno che riguarda tutte le zone d'Italia", in misura differente. Per arrivare a questo, però, non si metterà in campo solo la repressione: "Il 31 marzo scade l'accordo Anci-Conai (Associazione dei Comuni e Consorzio nazionale imballaggi, ndr) - ha detto Costa - io per il governo farò da pontiere per ottenere una differenziata di qualità e avviare il porta a porta con tariffa: chi inquina di meno paga di meno".