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Omicidio Desirée, quarto uomo resta in carcere: slitta interrogatorio

Una foto di Desirée fuori dal palazzo di San Lorenzo dove è morta (Ansa)
3' di lettura

Resta in carcere il 32enne ghanese catturato a Foggia e accusato, insieme ad altri tre fermati, dell'omicidio e dello stupro di Desirée Mariottini, la 16enne drogata e trovata morta nella notte fra giovedì 19 e venerdì 20 ottobre in uno stabile abbandonato nel quartiere San Lorenzo a Roma (LA STORIA DEL QUARTIERE). L’uomo è stato bloccato alcuni giorni fa in Puglia, nella baraccopoli di Borgo Mezzanone, dopo essere fuggito in tutta fretta da Roma dopo aver commesso il delitto, ipotizzano gli inquirenti. Il gip del Tribunale di Foggia ha convalidato sia il decreto di fermo spiccato dalla Procura di Roma per concorso in omicidio, violenza sessuale di gruppo e spaccio di droga, sia l'arresto in flagranza per il possesso di 11 chilogrammi di marijuana trovati a Foggia all'interno della baracca dove si era nascosto.

Salta l’interrogatorio

Questa mattina il gip ha ritenuto opportuno non procedere con l'interrogatorio per problemi di salute dell'indagato, tenuto in isolamento. "L'interrogatorio era stato fissato prima alle 9 del mattino in tribunale, ed è poi slittato alle 11 in carcere", raccontano i legali che difendono il cittadino ghanese. "Ci è stato comunicato - affermano gli avvocati - che il giovane non può entrare in contatto né con il giudice, né con l'avvocato difensore e con l'interprete. La struttura carceraria foggiana non è dotata di una stanza per l'ascolto munita di interphone, per comunicare con chi è dall'altra parte del vetro". I due avvocati fanno inoltre sapere di essersi riservati di verificare l'eventuale documentazione sanitaria che attesti la patologia del ragazzo. L'interrogatorio dovrebbe quindi slittare al prossimo fine settimana (TENSIONE PER CORTEI ANPI-FORZA NUOVA).

I fermi convalidati degli altri tre indagati

Il 27 ottobre, invece, il gip di Roma ha convalidato il fermo degli altri tre indagati emettendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Secondo il giudice, gli indagati hanno agito "con pervicacia, crudeltà e disinvoltura" mostrando una "elevatissima pericolosità e non avendo avuto alcuna remora”. Nell’ordinanza del gip si legge che i fermati "dapprima hanno somministrato alla ragazza il mix di droghe e sostanze perfettamente consapevoli del fatto che fossero potenzialmente letali per abusarne, poi ne hanno abusato lungamente e ripetutamente, infine l'hanno lasciata abbandonata a se stessa senza adeguati soccorsi, nonostante l'evidente e progressivo peggiorare del suo stato, fino ad impedire ad alcuni dei presenti di chiamare i soccorsi per aiutarla" (LA FIACCOLATA PER LA RAGAZZA).

"Le mentirono su mix di sostanze”

Nell’ordinanza del gip sulla convalida del fermo dei primi tre indagati, è emerso che mentirono a Desirée assicurandole che il mix di sostanze composto anche di tranquillanti e pasticche fosse soltanto metadone. L’hanno così indotta ad assumere le sostanze. Ma la miscela, "rivelatasi mortale", era composta da sostanze che hanno determinato la perdita "della sua capacità di reazione" consentendo agli indagati di poter mettere in atto lo stupro.

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