Monte Serra, domato anche l'ultimo incendio. Chiesto stato d'emergenza

Cronaca
Vigili del fuoco in azione nella zona del Comune di Calci (Ansa)
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Spente le fiamme divampate in mattinata sul crinale sopra la località Noce, nel comune di Vicopisano. Mille ettari di superficie sono bruciati e 430 persone sono state sfollate. Si procede con le operazioni di bonifica 

La situazione sta lentamente tornando alla normalità sul Monte Serra, nel Pisano, dopo che questa mattina  un nuovo incendio ha interessato la zona di Lugnano, nel comune di Vicopisano, in località Noce. Le fiamme sono state spente grazie all'intervento dei Vigili del fuoco e dei  Canadaire, e al momento non ci sono nuovi fronti attivi nell'area che, dal 24 settembre, è stata colpita da un vasto rogo. Molti i danni: sono mille gli ettari di superficie bruciati e 430 le persone sfollate (FOTO). Ora "ci aspettiamo operazioni post incendio urgente", e al tempo stesso "chiediamo al governo il riconoscimento dello stato di emergenza", dice Massimiliano Ghimenti, sindaco di Calci, uno dei comuni più colpiti dalle fiamme, insieme a Vicopisano.

Le bonifiche sul territorio dopo gli incendi

Il primo cittadino ha poi fatto sapere che la Prefettura ha confermato che "resterà sul nostro territorio il presidio anti-sciacallaggio dell'Esercito che farà anche un monitoraggio attento" dell’area. Intanto, mentre continua la caccia ai piromani, proseguono anche le attività per la bonifica sul territorio bruciato. "Poi si passerà immediatamente alla fase post-incendio (ugualmente urgente ed  importante)", spiega ancora Ghimenti.

Geografia del territorio cambiata dalle fiamme

Le fiamme hanno cambiato "la geografia del territorio" nel Pisano, ha spiegato il sottosegretario all'Ambiente Vannia Gava. Il bosco, in particolare, è quasi sparito: migliaia di pini marittimi e olivi sono inceneriti. Gava ha poi assicurato "l'impegno del governo e del proprio ministero per la ricostruzione, a cominciare dal ripristino idrogeologico del territorio bruciato per scongiurare il rischio di emergenze alluvionali con le prime piogge autunnali". Solo una parte dei mille ettari andati in fumo, comunque, sono bruciati altrove rispetto al Monte Serra, ad Avane di Vecchiano, nella valle del Serchio, in un altro incendio scoppiato la sera del 25 settembre, anche questo probabilmente di origine dolosa.

L'inchiesta per incendio doloso

La procura intanto procede con la sua inchiesta per incendio doloso. Il fascicolo è contro ignoti e nessuna pista è trascurata. Sono state anche acquisite immagini dalle telecamere di sorveglianza presenti nella zona. “Non esiste una lista di sospettati: raccogliamo informazioni e facciamo domande senza tralasciare alcuna ipotesi. Al momento non ci sono particolari sospetti su qualcuno”, ha spiegato il comandante provinciale dei carabinieri, Nicola Bellafante.

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