Arezzo, intossicati dal gas nell'Archivio di Stato: due morti

Cronaca
Sul posto è intervenuto il 118 e l'edificio è stato evacuato

Si tratta di due dipendenti che avrebbero perso la vita a causa di una fuga di Argon, sprigionatosi dal sistema antincendio. Aperta un'inchiesta e disposto il sequestro dell'edificio

Due uomini di 55 e 59 anni, entrambi aretini, sono morti intossicati a causa di una fuga di gas argon in un locale dell'Archivio di Stato di Arezzo. Una terza persona, un 57enne, è stato trasferito in codice giallo all'ospedale San Donato. La procura ha aperto un'inchiesta, mentre l'edificio è stato posto sotto sequestro.

L'allarme scattato alle otto

L'allarme è scattato intorno alle otto nella sede dell'Archivio in piazza del Commissario, nel centro di Arezzo, al momento dell'entrata dei dipendenti a lavoro. Sul posto sono intervenuti polizia, carabinieri e vigili del fuoco. L'area è stata transennata e l'edificio evacuato. I vigili del fuoco, appena arrivati sul posto, hanno subito transennato la zona, facendo evacuare il palazzo ma anche invitando tutti i residenti a tenere le finestre aperte per evitare che nei locali si accumulasse il gas.

L'ipotesi sull'incidente

Da una prima ricostruzione sembra che i due impiegati deceduti siano rimasti intossicati da un gas inodore, l'Argon, sprigionatosi dal sistema antincendio. I due si erano recati in un locale-ripostiglio per un controllo poiché era scattato l'allarme antincendio. Il dirigente dei vigili del fuoco di Arezzo Roberto Tommasini ha spiegato la dinamica dell'incidente: "Le due persone", scese per verificare cosa avesse fatto scattare l'allarme nel locale-ripostiglio, "si sono trovate in un ambiente saturo di argon rimanendo intossicati: il gas non provoca scoppi ma brucia l'ossigeno".  

Aperta un'inchiesta

Nel frattempo, la procura di Arezzo ha aperto un'inchiesta sulla morte dei due dipendenti. Il pubblico ministero incaricato delle indagini è Laura Taddei che si è recato sul posto per effettuare un sopralluogo. L'edificio, intanto, è stato posto sotto sequestro dalle autorità. Intanto Maurizio Morelli, titolare della ditta Remas incaricata della manutenzione dell'impianto, ha dichiarato che la struttura era stata revisionata appena alcune settimane fa.

Le reazioni

Molte le dichiarazioni da parte di esponenti sindacali e istituzionali dopo l'incidente. "Esprimo il mio cordoglio e la mia vicinanza alle famiglie" delle vittime, ha detto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. "La magistratura - ha detto Rossi - svolgerà tutti gli accertamenti necessari, ma giudico grave e intollerabile che una tragedia come quella accaduta ad Arezzo sia avvenuta in un edificio della pubblica amministrazione. La sicurezza sul lavoro deve essere una priorità per tutti. Ancora di più quando il datore di lavoro è lo Stato". In una nota le federazioni di categoria funzione pubblica di Cgil Cisl e Uil di Arezzo hanno fatto sapere che "è necessario agire e dare risposte concrete. Forse qualcuno si è assuefatto ai morti e gli incidenti sul lavoro, quelli eventi che provocano reazione e cordoglio per lo spazio di alcuni giorni. Noi no". E per questo, continuano nella nota, non più tardi di quindici giorni fa avevano chiesto al prefetto la "riattivazione del tavolo sulla sicurezza nel lavoro".

Lutto cittadino

Il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli ha fatto sapere che il giorno dei funerali delle vittime sarà dichiarato lutto cittadino e si è detto "profondamente addolorato. La situazione si era rivelata subito molto grave ma, come tutti, ho sperato fino all'ultimo in un epilogo non così drammatico e definitivo".

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