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Napoli, foto vietate alle coppie gay in una struttura religiosa

Cronaca

Una coppia di ragazzi che ha celebrato pochi giorni fa l’unione civile avrebbe voluto scattare delle immagini a Villa Tiberiade, un complesso di Torre Annunziata gestito da un’ospitalità religiosa. “Due maschi no”, è stata la risposta. Arcigay: “Boicottare la struttura”

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“Mi sono sentito discriminato perché io non volevo fare nulla di sbagliato, solo fare le foto per il giorno del mio matrimonio e loro non ci hanno accolto bene”. Arriva da Torre Annunziata, in provincia di Napoli, l’ennesima vicenda di discriminazione verso una coppia gay. Ciro e Gianni, che hanno celebrato la loro unione civile pochi giorni fa, hanno raccontato a Sky tg24 che avrebbero voluto scattare delle foto nei giardini sul mare di Villa Tiberiade, un complesso gestito dall’ospitalità religiosa delle Figlie di Maria Ausiliatrice, ma si sono sentiti rispondere che il servizio è disponibile solo per le coppie eterosessuali. (I DATI DELL'OMOFOBIA IN ITALIA)

“Mi interessa la morale”

Chi gestisce la struttura, al telefono ha spiegato che “due maschi no, non vengono nella nostra villa a fare le foto. Se ce lo chiedono un uomo e una donna sì, ma due uomini no”. “Ma noi paghiamo un servizio, non è che ci dovete sposare voi”, ha provato a replicare uno dei ragazzi, che però si è sentito rispondere: “Non mi interessa, il servizio a me non interessa, non mi interessano i soldi mi interessa la morale”.

“Nuove disposizioni dei superiori”

Alla richiesta di spiegazioni da parte di Sky tg24, poi, una delle suore ha detto che per il servizio delle foto nel giardino vengono chiesti “100 euro di contributi per le spese, però solo marito e moglie, niente più. Abbiamo detto che abbiamo avuto queste nuove disposizioni da parte dei nostri superiori, non posso dare altre spiegazioni”. “Ci sono rimasto malissimo, speravo che proprio loro fossero di esempio alla gente - dice la coppia - Siamo due ragazzi che si amano, cosa c’è di male nell’amare?”.

Arcigay: “Devono rispettare le leggi dello Stato italiano”

Duro il commento dell’Arcigay di Napoli, che ricorda come “Villa Tiberiade è solo gestita da religiosi, ma aprendo alla cittadinanza e dando servizi a pagamento deve rispettare le leggi dello Stato italiano, di uno stato laico e democratico che ha voluto una legge sulle unioni civili”. “Questa vicenda - dice il presidente Antonello Sannino - ricorda molto da vicino quella di Ricadi, il paesino calabro in cui una struttura dichiarava di non fittare stanze ad omosessuali e cani. Queste vicende sono ancor più gravi perché perpetrate in luoghi che dovrebbero avere un’alta vocazione turistica. Convocheremo un’assemblea pubblica a Torre Annunziata per discutere di questa triste circostanza e, intanto, chiediamo a tutte le cittadine e i cittadini che hanno a cuore i valori di libertà e uguaglianza, di non usufruire più dei servizi di Villa Tiberiade”.