Sì al cibo da casa a scuola. Mastella perde la "guerra del panino"

Cronaca
Nel 2017 il comune di Benevento aveva reso obbligatoria la mensa nelle scuole pubbliche della città (Foto: Archivio Getty Images)
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Il Consiglio di Stato ha dato ragione ai genitori sul ricorso contro un regolamento che imponeva la mensa pubblica nelle scuole di Benevento

Il pasto portato da casa a scuola è legale: dopo il Tar, arriva anche il sigillo del Consiglio di Stato che, per la prima volta, si esprime sulla libertà del pranzo alternativo a quello della mensa pubblica, facendo perdere a Clemente Mastella, sindaco di Benevento, la cosiddetta guerra del panino, vietato con un regolamento.

La proposta di Mastella

La battaglia era cominciata nel giugno 2017, quando il Comune di Benevento aveva varato il regolamento che rendeva obbligatoria la mensa nelle scuole pubbliche della città, e circa 50 genitori avevano fatto ricorso al Tar della Campania. I genitori avevano subito ottenuto un primo risultato: il tribunale amministrativo regionale aveva infatti sospeso il regolamento il 26 settembre 2017, in attesa del vaglio collegiale, e lo aveva poi bocciato con la sentenza del 13 marzo 2018. Il Comune non si era arreso, e aveva fatto appello al Consiglio di Stato. "Nel merito l'appello è infondato", si legge nella sentenza. "Il regolamento impugnato - proseguono i giudici - presenta plurimi profili di illegittimità, già evidenziati dalla sentenza appellata, che merita di essere confermata".

La sentenza

Infatti, per i supremi giudici "vi è anzitutto, un'incompetenza assoluta del Comune, che con il regolamento impugnato impone prescrizioni ai dirigenti scolastici, limitando la loro autonomia". Inoltre, "la scelta restrittiva radicale del Comune limita una naturale facoltà dell'individuo, afferente alla sua libertà personale, vale a dire la scelta alimentare". Il regolamento "interferisce" anche "con la circolare del Ministero dell'Istruzione, università e ricerca (Miur) del 3 marzo 2017" che, in attesa della pronuncia della Corte di cassazione su alcuni ricorsi ha "confermato la possibilità di consumare cibi portati da casa".

Gli scenari futuri

Mentre la battaglia per il diritto al pasto da casa va avanti in molte città italiane, contrapponendo amministratori e genitori, per l'avvocato Giorgio Vecchione, intervistato dall'Ansa, legale dei genitori che avevano fatto ricorso, la prima sentenza del Consiglio di Stato su questa tematica è "destinata ad avere un respiro di carattere nazionale". Infatti il giudizio "del Supremo Giudice Amministrativo, unitamente alla consolidata giurisprudenza civile ed amministrativa già formatasi, dovrà orientare le scelte di dirigenti scolastici e amministratori locali". Il sindaco Mastella non commenta la sentenza e affida a una nota del Comune l'annuncio che "l'Amministrazione comunale procederà a breve a incontrare il dirigente scolastico provinciale" e auspica "l'attivazione di un tavolo tra i dirigenti scolastici" per individuare le regole per l'accesso alla sala mensa dei bambini che fruiranno del pasto da casa.

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