Quindicenne violentata a Jesolo, convalidato il fermo del senegalese

Cronaca
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Il gip di Venezia ha disposto l’arresto del giovane che avrebbe abusato di una turista in spiaggia nella notte tra il 22 ed il 23 agosto. Gli investigatori: "Prove schiaccianti". Ma per la difesa il rapporto era consenziente

Il gip di Venezia, Roberta Marchiori, ha disposto la convalida del fermo, tramutandolo in arresto, del 25enne senegalese accusato di aver abusato di una turista 15enne in spiaggia a Jesolo nella notte tra il 22 ed il 23 agosto. Secondo gli investigatori ci sarebbero "prove schiaccianti". Il legale dell'uomo ha invece detto che il ragazzo, fermato dalle forze dell'ordine il 25 agosto, nel corso dell'interrogatorio di garanzia ha sostenuto che il rapporto sessuale sarebbe stato consenziente. 

"Prove schiaccianti e inequivocabili"

Gli investigatori, dopo le indagini che hanno portato al fermo (poi convalidato in arresto dal gip), hanno parlato di "prove schiaccianti e inequivocabili". Sull'inchiesta, coordinata dal Pm Massimo Michelozzi, resta il massimo riserbo per tutelare la minore ma anche per favorire le indagini. L'uomo accusato è conosciuto nel mondo della malavita come "Mario", per la sua somiglianza con Balotelli, ed è definito dagli investigatori come violento e aggressivo.

La difesa: rapporto consenziente

Il 25enne ha ammesso di aver consumato il rapporto sessuale con la ragazzina ma ha anche sostenuto che è stato consenziente. A riferirlo, dopo l'interrogatorio di garanzia, è stato l'avvocato difensore. Per il legale, durante l'interrogatorio davanti al gip, l'accusato ha avuto la possibilità di dire "la sua verità, quella che fin dall'inizio voleva dire". "Ritengo - ha aggiunto - stando all'esito dell'interrogatorio, che sia coerente, che il rapporto sia stato consenziente, escludendo in questo modo qualsiasi violenza sessuale". "La versione fornita dall'uomo - ha sottolineato - è più coerente rispetto al corredo indiziario negli atti, più coerente anche della versione data dalla persona offesa".

Il Comune di Jesolo vuole costituirsi parte civile

Intanto, l'amministrazione comunale di Jesolo ha annunciato di volersi costituire parte civile nell'eventuale processo. "La decisione non solo è giusta ma è soprattutto doverosa - ha commentato il sindaco, Valerio Zoggia -. Di fronte al riprovevole episodio che ha macchiato la nostra città, intendiamo rispondere con forza". Dietro a questo provvedimento, ha aggiunto, "non c'è solo l'amministrazione, il Comune, ma tutti i cittadini jesolani che sono stati colpiti dalla notizia di questa vicenda". "Desideriamo sottolineare, anche con questo atto, la nostra vicinanza alla giovane e alla sua famiglia - ha concluso - e ribadire ancora una volta il massimo impegno per garantire ogni giorno la sicurezza su tutto il territorio".

L'aggressione e il fermo

L'aggressione sarebbe avvenuta nella notte tra il 24 e il 24 agosto. Secondo il suo racconto, la 15enne si trovava con degli amici in un locale della "movida" di piazza Mazzini quando sarebbe stata avvicinata da un ragazzo che l'avrebbe convinta a seguirlo in spiaggia. Lì, ha denunciato la ragazzina, avrebbe abusato di lei. Poi sarebbe riuscito a fuggire. Il senegalese è stato poi fermato il 25 agosto dalle fore dell'ordine in un albergo di Mestre.

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