Nave Diciotti, Di Maio: "Ue decida o stop ai contributi"

6' di lettura

A bordo ci sono 150 migranti, soprattutto eritrei. Salvini: "Sono tutti illegali". Garante detenuti: "Gravi violazioni a bordo". Solidarietà al porto: manifestanti cantano Bella Ciao 

Tutto bloccato, in attesa del vertice Ue delle prossime ore e di un complicato accordo tra i Paesi europei, affinchè accolgano i 150 migranti ancora a bordo della nave Diciotti, che si preparano ad affrontare stremati un altro giorno di sosta nel porto di Catania. Mentre il vicepremier Luigi Di Maio afferma che se l'Europa non decide sulla redistribuzione dei migranti il M5s non sarà più disposto a dare 20 miliardi di euro alla Ue ogni anno, l'altro vicepremier Salvini tira dritto: “I migranti sulla nave sono tutti illegali”, quindi non sbarcheranno. 

Il modello australiano

Poco importa se pare imminente un intervento del Quirinale e se prende piede la notizia dell’apertura di un'inchiesta per sequestro di persona. “Se qualche procuratore mi vuole indagare e interrogare, io sono pronto a spiegare le mie ragioni", ha spiegato il titolare del Viminale. Il modello cui dobbiamo ispirarci, sostiene il vicepremier, è il 'no way' australiano: "Nessuno di coloro che vengono presi in mezzo al mare mette piede sul suolo australiano. A questo si deve arrivare anche da noi".

Polemica per il post del deputato leghista

Il clima attorno a questa vicenda si fa sempre più caldo. Un post su Facebook del segretario regionale abruzzese della Lega, Giuseppe Bellachioma, polemico con la magistratura per possibili indagini su Salvini ("se toccate il Capitano vi veniamo a prendere sotto casa") ha provocato una reazione forte dell'Anm, che parla di un atto di "inaudita gravità che rappresenta un inaccettabile tentativo di interferire nella attività dei magistrati impegnati nella delicata vicenda".

Di Maio: se Ue non decide, stop contributi

Sul fronte diplomatico, però, forse qualcosa si muove. Un portavoce del governo tedesco ha infatti affermato che sono in corso contatti tra alcuni Paesi Ue per l’accoglienza dei migranti a bordo della nave Diciotti. Rassicurazione, questa, non sufficiente per il governo. "Se nel vertice Ue non si decide nulla sulla redistribuzione dei migranti, io e tutto il M5S non siamo più disposti a dare 20 miliardi all'Unione europea", ha detto Luigi Di Maio, spiegando che con l'Ue funziona la linea dura e assicurando che "il governo è compatto".

La solidarietà dei catanesi

A Catania, intanto, in questi otto giorni ci sono state diverse manifestazioni di solidarietà per le persone  ormeggiate al porto dalle 23.30 del 20 agosto, dopo aver passato cinque giorni in mare. Ieri, ad esempio, i 27 minori sono stati accolti a terra da un gruppo di persone con in mano arancini. Oggi, invece, manifestanti con la bandiera “Open refugess” hanno tentato prima l’abbordaggio alla Diciotti via mare, poi via terra. Una volta bloccati hanno esposto cartelloni, cantato slogan e alla fine intonato “Bella Ciao”.

Tensioni

In serata, invece, alcuni attivisti della rete antirazzista che manifestavano per chiedere al governo lo sbarco dei migranti - e l'applicaizone della Costituzione e dei trattati internazionali - hanno cercato di impedire, sdraiandosi a terra,  a un furgone della polizia di accedere alla zona di sicurezza. Nei pressi del porto, manifestano anche i militanti del movimento di estrema destra Forza Nuova che invece chiedono che queste persone non vengano fatte sbarcare. (VIDEO).

27 scheletrini

I 27 minori, intanto, sono stati distribuiti nelle strutture di accoglienza: "Abbiamo accolto 27 scheletrini -  dice una operatrice di Terre des Hommes - Uno non riusciva a camminare perché era pieno di dolori, tre avevano delle bende lerce al polso, al piede e al braccio sparato. E in quei frangenti mi sono chiesta perché così tante persone siano arrabbiate e di cosa abbiano paura. Di due occhi che ti sorridono? Di due orecchie a sventola? Di quattro ricci arruffati?".

L’Onu: “Fateli scendere”

Non è migliore la situazione per i 150 migranti bloccati a bordo. “Ci sono persone che al di là del prodigarsi estremo del personale di bordo vivono ormai da otto giorni in una situazione estremamente difficile. Vivono, dormono su un ponte, non ci sono docce, ci sono solo due bagni, c'è solo una canna per lavarsi, non hanno ricambi”, ha detto Daniela De Robert, componente del Collegio del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale. L’emergenza sanitaria “è di una dimensione non quantificabile” affermano invece Cgil e la Funzione Pubblica Sicilia, segnalando numerosi casi di scabbia a bordo.

Magi: esposto alla Procura

La difficile situazione a bordo è stata denunciata anche da Riccardo Magi, segretario dei Radicali italiani. "Il comandante mi ha raccontato che si è superato ogni limite. In una nave di quel tipo si può stare massimo 48 ore e invece ci sono 150 persone che dormono per terra e c'è un disagio crescente", ha detto dopo aver visitato la Diciotti. Ha poi annunciato che presto depositerà un esposto alla procura di Catania per denunciare il sequestro di persona dei migranti. Secondo Magi, inoltre, dal governo non sono arrivate comunicazioni ufficiali e "il comandante aspetta ancora un ordine chiaro, un atto formale che non sia via social".

Polemica politica

E sulla sorte della Diciotti divampa anche la polemica politica. "L'ipotesi di sequestro di persona? Strano – ha osservato il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni - che questi solerti magistrati non abbiano mai preso in considerazione di indagare per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina i governi che hanno fatto entrare in Italia 600 mila clandestini. Per risolvere il problema a monte serve il blocco navale al largo delle coste libiche". Di tutt'altro avviso il segretario del Pd, Maurizio Martina: "Ricordate Conte, Salvini e i sovranisti chiacchieroni sulla svolta ottenuta in Ue? Solo propaganda - ha affermato – In realtà l'Italia è più isolata e loro hanno fallito. Nessuno ascolta i loro ricatti. Nemmeno i loro 'amici' di Ungheria, Austria, Polonia. Altro che sovranità, questa è incapacità”. Si fa sentire anche la chiesa catanese, con una nota dell'Arcidiocesi che chiede "che alle tante ragioni invocate venga anteposta quella umanitaria, che non può e non deve essere ultima fra le tante considerazioni”.

Data ultima modifica 23 agosto 2018 ore 22:29

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