Nave Diciotti, Farnesina chiede all'Ue di intervenire

Cronaca

Il ministero degli Esteri ho formalmente investito della questione la Commissione di Bruxelles "affinché provveda a individuare una soluzione". Intanto l'imbarcazione con 177 naufraghi rimane senza porto. Scontro con Malta. Salvini: ci aiutino o li portiamo in Libia

Non ha ancora trovato una soluzione, e un porto, la vicenda della nave Diciotti: l’imbarcazione della Guardia costiera italiana, finita al centro di un (nuovo) braccio di ferro Italia-Malta, da quattro giorni è al largo di Lampedusa con 177 migranti a bordo, soccorsi dalla Guardia costiera italiana da un barcone in avaria. L’Italia non vuole concedere il porto di sbarco e attraverso la Farnesina chiede formalmente l’intervento dell’Europa. Un no è arrivato anche da Malta. “Diciotti dimostra che l'Italia non si tira mai indietro quando si tratta di salvare vite umane", ha scritto su Twitter Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. "Il comportamento di Malta - continua - è ancora una volta inqualificabile e meritevole di sanzioni. L'Ue si faccia avanti e apra i propri porti alla solidarietà, altrimenti non ha motivo di esistere”.

La Farnesina chiede formalmente l’intervento dell’Ue

"La Farnesina ha ufficialmente e formalmente investito della questione" della nave Diciotti con 177 migranti a bordo "la Commissione europea, affinché provveda a individuare una soluzione in linea con i principi di condivisione tra gli Stati membri dell'Unione Europea". Lo si legge in una nota del ministero degli Esteri che sottolinea che "il governo italiano ritiene indispensabile che la Commissione assuma direttamente l'iniziativa, vocata a individuare i Paesi Ue disponibili ad accogliere le persone salvate in mare". Il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, rendendo nota la richiesta formale di interventi avanzata dalla Farnesina, ha aggiunto che "un'azione decisa da parte delle istituzioni europee, che l'Italia naturalmente sostiene appieno, può consentire di superare in modo ordinato e sistemico le difficoltà e rendere strutturale l'approccio di condivisione degli oneri, peraltro già applicato più volte, negli ultimi due mesi, sulla base di intese ad hoc fra gli stessi Stati".

Salvini: Ue aiuti l’Italia o i migranti saranno portati in Libia

"O l'Europa decide seriamente di aiutare l'Italia in concreto, a partire ad esempio dai 180 immigrati a bordo della nave Diciotti, oppure saremo costretti a fare quello che stroncherà definitivamente il business degli scafisti. E cioè riaccompagnare in un porto libico le persone recuperate in mare". Lo afferma il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Questa minaccia per la Commissione europea non è credibile in quanto nessun Paese membro Ue può riportare migranti in Libia perché violerebbe la Convenzione di Ginevra che vieta i respingimenti e perché la Libia non è considerato porto sicuro.

Malta: "Soluzione è sbarcarli a Lampedusa o in un porto italiano"

Alle parole del ministro Toninelli ha risposto, sempre via social, il ministro degli Interni maltese Michael Farrugia. Per i migranti a bordo della Diciotti "l'unica soluzione finale è di sbarcarli a Lampedusa o in un porto italiano. Se l'Italia vuole ancora trattare questo caso come un salvataggio, Lampedusa rimane il luogo più vicino di sicurezza secondo le convenzioni applicabili", ha scritto in italiano. E ha accusato: la Guardia costiera italiana "ha intercettato i migranti all'interno del Sar maltese soltanto per impedirgli di entrare nelle acque italiane".

Moavero: “Lavorare a soluzione europea”

Nelle scorse ore anche il ministro degli Esteri Enzo Moavero ha ribadito “la necessità di lavorare a una soluzione europea”. Trovare “una soluzione europea coordinata in tema di lotta contro i trafficanti di essere umani e di accoglienza di chi ha diritto di asilo nell'Ue” è un tema che trova l'Italia “in sintonia” con Francia e Germania, ha dichiarato il titolare della Farnesina dopo una telefonata con il presidente francese Emmanuel Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkel.

In attesa tra Malta e Lampedusa

In attesa di un porto, senza indicazioni da parte del Viminale su un luogo di approdo, la nave Diciotti resta in stand-by in mare. Malta già nelle scorse ore aveva fatto sapere che Roma “non ha appigli legali per chiedere” un porto maltese e che “il porto più sicuro è Lampedusa”. La nave della Guardia costiera italiana, così, è da quattro giorni tra Malta e Lampedusa. Dei 190 migranti soccorsi inizialmente da un barcone in avaria, 13 sono stati trasferiti al poliambulatorio di Lampedusa già nelle ore successive all'intervento perché avevano bisogno di cure. Tra loro, anche alcuni bambini e una donna che avrebbe subito violenze in Libia. Tra le persone rimaste a bordo, invece, ci sarebbero 11 donne e alcuni minori.

Cardinal Montenegro: creato un clima di odio da 'dagli all'untore'

Sul tema dei migranti in giornata è intervenuto anche il cardinale Francesco Montenegro, presidente di Caritas Italiana, che a Vatican News ha detto: "Non dobbiamo meravigliarci di questa deriva, fa difficoltà parlare di razzismo ma è chiaro un rifiuto dell'altro soprattutto se ha il colore della pelle nera, frutto di questo clima di tensione che si è voluto creare. Richiama Manzoni quando si gridava 'dagli all'untore'. La responsabilità è di noi adulti e soprattutto di chi occupa posti istituzionali che deve pensare che le sue parole avranno una ricaduta".

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