Caporalato, in Italia coinvolte 15mila persone e 30mila aziende

Dal censimento di 220 distretti agricoli in Italia, in ognuno si conterebbe una media di 34 caporali, equivalenti a circa 102 per ogni provincia italiana (archivio Fotogramma)
3' di lettura

Lo rivela un rapporto dell'Osservatorio Placido Rizzotto della Flai Cgil sul fenomeno che riguarda da vicino il settore agricolo italiano. Sono sempre di più le attività che ingaggiano lavoratori in modo irregolare

Un sistema verticistico composto da 15mila persone. È quello del caporalato in Italia che, secondo l'ultimo report dell'Osservatorio Placido Rizzotto della Flai Cgil, sarebbe strutturato in tutto il territorio nazionale come un'organizzazione gerarchica che dall'autista arriva al boss e può contare sull'appoggio di circa 30mila aziende italiane.

L'esercito dei caporali

I dati contenuti nello studio dell'Osservatorio sono stati ricavati dal censimento di 220 distretti agricoli in Italia. In ognuno di questi – precisa il rapporto – si conterebbe una media di 34 caporali, equivalenti a circa 102 per ogni provincia italiana. Le province, a loro volta, sono caratterizzate dalla presenza di 3/4 sub-aree agricole con caporali di diverso profilo sociale: una media calcolata dagli esperti ha evidenziato 21 capi-squadra, 10 caporali dirigisti, due collusi con le organizzazioni criminali e un caporale organico ad una cosca mafiosa. In totale circa 15mila unità su tutto il territorio nazionale. La struttura gerarchica, poi, prevede che non tutti i caporali siano uguali e abbiano pari potere. Al vertice si collocherebbe il caposquadra, considerato "primo tra i pari": è lui che possiede mezzi di trasporto propri o che è in grado di affittarli. Sempre il caposquadra è considerata la figura esperta del processo organizzativo legato alle fasi della raccolta: intorno a lui si aggregano squadre di lavoro fidelizzate che percepiscono, in nero o in grigio, un salario inferiore di un quarto rispetto al contratto.

Il rapporto con le organizzazioni criminali

Accanto alla figura del caposquadra, l'Osservatorio identifica altri tipi di caporali suddividendoli per precise mansioni all'interno del sistema di sfruttamento. C'è il caporale violento e dirigista che preleva quote rilevanti del salario del lavoratore imponendo il costo del trasporto (5 euro al giorno) e dei beni di prima necessità come l'acqua (1,5 euro), un panino (3 euro) e molti casi perfino l'alloggio. Secondo lo studio dell'Osservatorio è il caporale violento a imporre ai braccianti le regole categoriche del patto di lavoro. Poi ci sono le squadre di caporali collusi, che mantengono rapporti, consapevoli o meno, con le organizzazioni criminali e in alcuni casi con quelle mafiose. Sono loro a gestire la tratta di esseri umani e, a volte, direttamente alcune aziende agricole tramite prestanome. Questi ultimi possono essere sia italiani che stranieri, spesso si avvalgono di consulenze di professionisti per riciclare denaro sporco e utilizzano forme apparentemente legali di ingaggio come finte coop o società di servizi.

La gerarchia e le aziende colluse

A seconda della funzione svolta, i caporali occupano una diversa posizione nella piramide gerarchica. In basso, c'è un gruppo più numeroso dei caporali in contatto diretto con i braccianti. A loro seguono i cosiddetti caporali-autisti e, subito dopo, i caporali reclutatori. Salendo la piramide, disegnata dall'Osservatorio, si trovano i caporali di coordinamento-squadre, i vice-capo e gli addetti alla logistica mentre al vertice ci sono i caporali-boss in contatto con le aziende. Sono circa 30mila le aziende agricole che ingaggiano lavoratori in modo irregolare su tutto il territorio nazionale. Fra queste, quelle che si avvalgono di caporali capi-squadra sono 18mila, pari al 60%; un altro 30%, ossia circa 9mila aziende, ricorre a caporali violenti e dirigisti; la quota dei caporali alle dipendenze di aziende che direttamente o indirettamente sono colluse con organizzazioni raggiunge il 10% del totale, ovvero quasi 3mila: di queste il 3% (900 unità) ricorre a condotte correlabili al metodo mafioso.

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