Lido Samsara di Gallipoli a rischio smantellamento. Stop del sindaco

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Lo scorso novembre un’ordinanza comunale ha revocato la concessione allo stabilimento noto per le sue feste in spiaggia ma il Consiglio di Stato ha bloccato tutto. In attesa della sentenza, la città fa i conti con il calo del turismo

“Nessuno tocchi Gallipoli”. Stefano Minerva, sindaco della città pugliese, ha intitolato così la conferenza stampa indetta per difendere “il modello Gallipoli” e smentire la possibilità di uno sgombero imminente del Samsara, il celebre stabilimento da mesi a rischio chiusura. “Senza nessuna polemica, lo dico ufficialmente: il Samsara non chiuderà e se qualcuno pensa che domani l’Amministrazione manderà qualcuno a mettere i sigilli si sbaglia di grosso”, scrive in un post su Facebook Minerva, parlando sia del calo del turismo giovanile nella zona, che della questione dello stabilimento. La vicenda si protrae ormai da molti mesi e corre parallela a quella della chiusura di altri due luoghi di divertimento notturni salentini: il Parco Gondar e la discoteca Le Cave.

La revoca della concessione demaniale

Il “caso Samsara Beach” scoppia lo scorso novembre, quando il Comune decide di revocare la concessione demaniale allo stabilimento balneare più noto della Puglia, famoso per le sue feste sulla spiaggia ma arrivato alle cronache anche per alcune risse scoppiate tra i clienti. La causa della decisione è che il bagno salentino avrebbe privilegiato l’attività di discoteca e di intrattenimento musicale a discapito di quella balneare che invece, secondo quanto scritto dalla normativa nazionale e dall'ordinanza regionale sulla balneazione del 2017, deve essere quella principale. A gennaio il Tar di Lecce dà ragione al Comune: lo stabilimento dovrà smontare la propria struttura.

Lo stop del Consiglio di Stato

Una svolta imprevista arriva però a marzo, quando il Consiglio di Stato blocca l’ordinanza comunale, a seguito del ricorso presentato dai titolari della struttura. Di conseguenza, il Comune di Gallipoli si impegna con dichiarazione verbale a non dare esecuzione al provvedimento, fino alla conclusione del giudizio di merito, prevista per il 7 giugno scorso ma non ancora depositata. Passati due mesi dalla data stabilita e senza una sentenza disponibile, il Comune è tornato all’attacco con un’ordinanza di chiusura del Samsara Beach emessa dal dirigente dell'ufficio Urbanistica Paola Vitali. La società “Sabbia d’oro”, titolare della concessione demaniale e del lido, deve sgomberare l’area e ripristinare lo stato dei luoghi entro 20 giorni dalla notifica del provvedimento.

Il sindaco: "Pago colpe che non ho"

Ma sulla questione torna oggi il sindaco Minerva, che smentisce, scrivendo su Facebook: “Spesso il Sindaco paga colpe che non ha, ma mi assumo tutta la responsabilità del caso poiché sono a capo dell’Amministrazione. Ci sono, in alcuni casi, atti dovuti che il Comune deve fare su richiamo di altri organi, altre cose che si possono fare per tutelare”. “Aspettiamo la sentenza del Consiglio di Stato e la rispetteremo”, aggiunge.

Il calo del turismo giovanile

Oltre alla battaglia legale che coinvolge il suo stabilimento più famoso, Gallipoli deve fare i conti anche con un netto calo del turismo. In attesa dei dati ufficiali, alcuni operatori turistici segnalano un calo di presenze e prenotazioni fino al 60% rispetto all'estate dello scorso anno. Una tendenza che sembra interessare solo una specifica fetta di turisti: i più giovani. Per questo motivo, in città si va diffondendo la convinzione che la minore presenza di ragazzi sia legata alla chiusura del Parco Gondar e della discoteca Le Cave (oltre al rischio di una sorte simile per il Samsara). Entrambe le strutture, i cui ricorsi per ottenere la riapertura non sono andati a buon fine, hanno dovuto cancellare tutte le manifestazioni estive che avrebbero dovuto attrarre migliaia di giovani.

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