Torino, insulti a studente cinese: professore rischia processo

(foto archivio Ansa)
2' di lettura

Quella contro l’uomo, insegnante di educazione tecnica, è la prima applicazione delle direttive presentate a inizio luglio dal procuratore capo Armando Spataro contro i reati a sfondo razziale

Il professore di educazione tecnica della scuola media Pacinotti di Torino, indagato per istigazione all'odio razziale dopo aver insultato un alunno cinese, rischia di andare a processo. L'uomo aveva chiamato uno studente di 12 anni 'cinese di m...'. 

Una indagine lampo

La frase è stata segnalata da una rappresentante di classe all'Ufficio scolastico regionale per poi giungere sul tavolo del magistrato Mario Bendoni che, in tempi brevi, ha chiuso l'indagine. Gli atti formali del procedimento verranno notificati nelle prossime ore. Quella contro il professore è la prima applicazione concreta delle direttive presentate a inizio luglio dal procuratore capo Armando Spataro "per un più efficace contrasto dei reati motivati da ragione di odio razziale e discriminazione etnico-religiosa".

Le direttive

Pensate per contrastare i reati di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale e religioso, le direttive consentono a un procuratore aggiunto e a un gruppo di magistrati di trattare come "prioritari" tutti i procedimenti che riguardano questo tipo di crimini con indagini rapide, volte all'individuazione dei responsabili. Nello specifico, le linee guida prescrivono di "evitare di richiedere l'archiviazione per particolare tenuità del fatto" e impongono al personale degli uffici e dei comandi di polizia giudiziaria di fornire alle persone offese, in una lingua comprensibile, informazioni in merito a diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato.

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