Nave italiana soccorre migranti e li porta in Libia. E' la prima volta

4' di lettura

La denuncia di Fratoianni: fatto senza precedenti, violazione della legislazione internazionale che garantisce diritto d'asilo e non riconosce la Libia come porto sicuro. Salvini: male informati. Guarda Costiera: operazione coordinata da Tripoli

Per la prima volta - secondo quanto denunciato dal deputato di Liberi e Uguali Nicola Fratoianni- una nave italiana, ha riportato in Libia migranti soccorsi nel Mediterraneo (LO SPECIALE). Questo in violazione della legislazione internazionale che garantisce il diritto d'asilo e che non riconosce la Libia come un porto sicuro. Un fatto senza precedenti, sottolinea il deputato. 

Botta e risposta Fratoianni-Salvini

Se da una parte c'è il segretario di Sinistra Italiana a denunciare via Twitter l'accaduto da bordo della Open Arms della ong Proactiva, per contro il ministro dell'Interno Matteo Salvini precisa su Facebook che "la Guardia costiera italiana non ha coordinato e partecipato a nessuna di queste operazioni, come falsamente dichiarato da una Ong straniera e da un parlamentare di sinistra male informato. #portichiusi e #cuoriaperti". Alle parole del titolare dell'Interno è seguita la controreplica di Fratoianni: "L'unico disinformato, ed è molto grave visto il ruolo che ricopre indegnamente, è il ministro Salvini. Intanto perché non ha letto la mia dichiarazione. O forse ha problemi di comprensione del testo. Abbiamo denunciato un caso di palese violazione delle norme internazionali da parte di una nave mercantile italiana, Asso Ventotto che sta riportando a Tripoli, quindi in un porto non sicuro, 108 migranti (di cui 5 bambini, 5 donne incinte). E di questo abbiamo le prove". "Abbiamo detto che 'SE lo facesse su indicazione della guardia costiera italiana sarebbe ancora più grave'. Ma già che ci siamo, vorrei chiedere a Matteo Salvini - ha concluso Fratoianni - se è in grado di rispondere a qualche domanda: se l'indicazione al mercantile italiano non è arrivata dalla guardia costiera italiana, da chi è arrivata?...".

Polemica

Ma il fronte dei commenti si è allargato a macchia d'olio. E' intervenuto l'Unhcr, annunciando di essere al lavoro per raccogliere tutte le informazioni necessarie sul caso, rilevando che "la Libia non è un porto sicuro e questo atto potrebbe comportare una violazione del diritto internazionale".

Nel frattempo è arrivata la precisazione della Guardia costiera italiana, ovvero la conferma che è stata direttamente la Guardia costiera libica a coordinare le attività del rimorchiatore italiano (costruito nel 2007, lungo 69 metri e largo 16 metri, stazza lorda 2554 t, opera di supporto alle piattaforme petrolifere, ndr) nelle operazioni di recupero e soccorso, riportandoli quindi in Libia, dei migranti che erano sul gommone nel Mediterraneo centrale. Una nota critica è arrivata dall'Arci: "Italia protagonista del primo respingimento in mare, grazie al governo giallo-verde. Non era mai accaduto". Si tratta di "un fatto senza precedenti in violazione della legislazione internazionale che non consente i respingimenti di massa, garantisce il diritto d'asilo e non riconosce la Libia come un porto sicuro, gli unici in cui, secondo la convenzione di Ginevra, devono essere sbarcati i migranti soccorsi".

La replica di Toninelli

A gettare acqua sulle polemiche è stato a fine mattinata il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli: "La Guardia costiera italiana non è interessata né al coordinamento né al salvataggio della Asso 28, perciò non ci ha fornito alcuna indicazione". "Il diritto internazionale - ha aggiunto - non è stato violato".

In barca a vela a Siracusa

Intanto, a Siracusa sono arrivati 40 migranti tutti di origine pakistana. Si tratta di uomini, donne e bambini arrivati sulla terra ferma a bordo di una barca a vela. Il natante è stato posto sotto sequestro mentre la Procura ha aperto una inchiesta per identificare gli scafisti al timone della barca. Migranti in Italia, i dati e il confronto con l'Europa.

Data ultima modifica 31 luglio 2018 ore 15:15

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