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Save the Children: minori costrette a prostituirsi per passare confine

Cronaca
Il rapporto "Piccoli schiavi invisibili 2018" di Save The Children sottolinea come quasi 5mila minori siano "scomparsi" dal sistema di accoglienza (Foto: Archivio Getty Images)

Presentato il rapporto "Piccoli schiavi invisibili 2018". Irreperibili in Italia 4570 migranti minorenni. L'abbandono del sistema di accoglienza li espone al rischio di abusi e violenze

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Bambini a rischio violenze alla frontiera Nord e ragazze costrette a prostituirsi per varcare il confine a Ventimiglia. Queste problematiche sono documentate in cifre nel rapporto "Piccoli schiavi invisibili 2018" presentato da Save The Children. L'indagine fotografa lo stato attuale della tratta e dello sfruttamenti dei minori migranti in Italia, un fenomeno spesso poco quantificabile perché in gran parte invisibile.

I numeri del rapporto

Al 31 maggio 2018 risultano irreperibili in Italia 4.570 minori, che hanno abbandonato le strutture di accoglienza in cui erano stati inseriti, in particolare nelle regioni del Sud del Paese. Si tratta per lo più di giovani eritrei (14%), somali (13%), afgani (10%), egiziani (9%) e tunisini (8%). Molto alta è la propensione all'abbandono delle comunità di accoglienza da parte delle minorenni eritree (178 quelle attualmente ospitate) e somale (65).

I rischi dell'invisibilità

Secondo il rapporto, l'abbandono del sistema di accoglienza e l'ingresso nell'invisibilità espone i minori a rischi notevoli, in particolare per i più vulnerabili, come le ragazze minorenni provenienti dal Corno d'Africa. Queste ultime, una volta diventate "invisibili", restano esposte ad abusi e soprusi terribili: al confine italo-francese, nei pressi di Venitmiglia, risulta che alcune ragazze si prostituiscano per guadagnare i soldi necessari ad attraversare la frontiera, pagando ai passeur somme tra i 50 e i 150 euro per il viaggio in auto. Lo sgombero del campo non ufficiale sorto lungo il fiume Roia, avvenuto ad aprile 2018, ha aggravato la situazione. Gli operatori di Save The Children hanno rilevato in strada la presenza di molti minori in condizioni di grave degrado e promiscuità, alleviate in modo sporadico dall'operato di associazioni umanitarie, che offrono assistenza legale, possibilità di connettersi a internet e altri beni di prima necessità.

Il Piano Nazionale Anti-Tratta 2019

"È inaccettabile che nel nostro Paese bambine e adolescenti finiscano nella rete di sfruttatori senza scrupoli", ha affermato Raffaella Milano, direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children, sottolineando l'importanza del ruolo di coloro che perpetrano gli abusi sulle minori, che non devono essere più chiamati clienti. "È quanto mai fondamentale e urgente che le istituzioni si impegnino a fondo per mettere fine a questa inaccettabile piaga e tutelare queste giovanissime donne". Per questo, Milano chiede che il nuovo Piano Nazionale Anti-Tratta per il 2019 contenga un Piano di Azione mirato alla protezione dei minori da rischi di tratta e sfruttamento. "Questo piano dovrebbe prevedere interventi e misure di lungo periodo che vanno dalla prevenzione all'emersione, dalla presa in carico delle vittime sino alla loro piena inclusione sociale ed economica, anche attraverso programmi di mentoring e tutoraggio per l'inserimento scolastico e lavorativo". "Contestualmente è necessario rafforzare la rete di contrasto alla tratta di esseri umani a livello europeo e internazionale per colpire le reti criminali che speculano sulle sofferenze dei minori e rafforzare le misure di contrasto in modo diffuso sul territorio tanto per quanto riguarda lo sfruttamento sessuale che per quello lavorativo", ha concluso la direttrice.