Ex candidato Lega affronta con la pistola un immigrato: Polfer indaga

Un'immagine d'archivio della Polfer (Ansa)
2' di lettura

L’episodio, riportato dal Corriere della Sera, è avvenuto alla stazione Centrale di Milano. Tutto sarebbe nato da presunte molestie subite dalla compagna e dalla figlia dell'uomo, appena scese dal treno. Acquisiti filmati delle telecamere

Litiga con un immigrato nella zona della stazione Centrale di Milano e poi lo minaccia con una pistola.  L’episodio, riportato dal Corriere della Sera, è accaduto il 23 luglio ed ha visto protagonista Massimiliano Codoro, 51 anni, imprenditore e candidato alla Camera, poi non eletto, nelle fila della Lega alle ultime elezioni politiche dello scorso 4 marzo. L’uomo, secondo quanto riferito dal quotidiano di via Solferino, avrebbe fronteggiato l'immigrato accusandolo di aver precedentemente molestato la compagna e la figlia che erano appena scese dal treno. Il pm Francesco Cajani ha chiesto agli agenti della Polfer di acquisire e visionare le telecamere di sorveglianza della zona per ricostruire la dinamica di quanto accaduto. Dai primi accertamenti è emerso che l'arma è regolarmente detenuta da Codoro che, quindi, rischierà conseguenze legali solo se l'immigrato presenterà denuncia.

Il racconto di Codoro

L'episodio si è verificato nel tardo pomeriggio di ieri con la segnalazione alla Questura di Milano di un uomo con una pistola in mano tra la stazione Centrale di Milano e un albergo nei dintorni. Quando gli agenti della Polfer lo hanno intercettato, Codoro ha spiegato di aver trovato compagna e figlia sotto choc perché erano state infastidite da un uomo all'arrivo in stazione. A quel punto, scrive il Corriere della Sera, l'uomo è partito alla ricerca del molestatore e ha fronteggiato un immigrato, con il quale ha avuto una violenta discussione fino a estrarre una pistola per minacciarlo.

Le indagini

Sull'episodio dovranno fare chiarezza gli agenti della Polfer. Eventuali denunce a piede libero, a carico dell'immigrato o di Codoro, dovranno essere trasmesse dalla Polfer in Procura. A quel punto partirà un'indagine. L’ex candidato leghista ha un regolare porto d'armi e la Polizia ferroviaria dovrà stabilire se denunciarlo e, se sì, per quale ipotesi di reato, considerando anche che il reato di minaccia è perseguibile solo su querela di parte. Con l'acquisizione dei filmati delle telecamere, poi, si cercherà di capire anche se la donna e la figlia abbiano subito molestie.

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