Rapina all'hotel Hilton di Milano, ma i soldi rubati sono falsi

La fuga dei rapinatori e i soldi (falsi) recuperati (immagini Fotogramma/Polizia)
2' di lettura

Quattro persone hanno rubato un borsone con 2 milioni di euro. La vittima però, con quel denaro, stava a sua volta tentando una truffa e la maggior parte delle banconote era finta. La polizia ha arrestato la banda. Indagata anche la donna derubata

Prima la rapina milionaria, poi la cattura della banda da parte delle forze dell’ordine, infine la scoperta che i soldi rubati in un hotel di lusso a Milano erano falsi e servivano per una truffa. La polizia ha arrestato quattro persone, cittadini albanesi con precedenti penali dopo un tentativo di fuga rocambolesco in seguito a un colpo che avevano messo a segno nel lussuoso Hotel Hilton del capoluogo lombardo. Gli investigatori hanno poi scoperto che a essere rapinata era stata una donna, di origine francese ma residente nel Varesotto, che nell'hotel stava cercando di mettere a segno una truffa "rip deal" (uno scambio di denaro a fronte spesso di inesistenti immobili o beni di lusso) ai danni di alcuni cittadini indiani.

La rapina

I quattro hanno fatto irruzione armati di pistola e hanno preso un borsone con due milioni di euro dei quali solo 65mila veri, il resto falsi, e alcuni orologi. Sono stati alcuni cittadini ad avvertire la Polizia e a dare indicazioni in tempo reale su dove i malviventi si stavano spostando a bordo di un'auto. Bloccati, sono fuggiti in uno scantinato, dove sono stati raggiunti e arrestati. Il bottino (tra cui molte mazzette di banconote false) è stato recuperato e sono state trovate anche le pistole usate per la rapina, una semiautomatica con matricola abrasa e un revolver risultato rubato. È probabile che qualcuno tra gli organizzatori della truffa abbia avvisato il quartetto che era in corso l'affare. Il quale era stato preceduto da una telefonata da un'utenza inglese che chiedeva l'affitto di una sala per una riunione.

Donna indagata per tentata truffa

A passare guai ora è anche la donna, indagata per tentata truffa. L’ideatrice del raggiro però chiede la restituzione del maltolto e sostiene che i 65mila euro autentici che erano nel borsone appartengano a un suo zio.

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