Inchiesta per riciclaggio di denaro: tra gli indagati anche Gattuso

L'allenatore del Milan Gennaro Gattuso
2' di lettura

53 le persone coinvolte in un’inchiesta della Procura di Ivrea. L’allenatore del Milan indagato per trasferimento fraudolento di valori, in quanto socio di un’azienda agricola fallita considerata strumento di riciclaggio. Il mister rossonero: indagine è atto dovuto

Sono 53 le persone coinvolte a vario titolo in un'inchiesta per riciclaggio di denaro, coordinata dalla Procura di Ivrea (Torino). Tra gli indagati figura anche l'allenatore del Milan Gennaro Gattuso, indagato per trasferimento fraudolento di valori. Il tecnico rossonero è coinvolto in quanto socio, con il 35% delle quote, di una società agricola di Gallarate, fallita nel 2014 e considerata dagli investigatori strumento di riciclaggio.

Gattuso: indagine è atto dovuto

L'allenatore del Milan, Gennaro Gattuso, in una nota, ha respinto ogni addebito sull'inchiesta di Ivrea. Precisa che il documento ricevuto dai pm "è un atto dovuto per la sua posizione di ex socio di una società sulla quale si è attenzionata l'attività di indagine". E nota che "l'indagine verte su un soggetto che solo indirettamente risulta essere collegato a quella società", da cui lui stesso è uscito "dopo un breve periodo" e nella quale "non ha mai ricoperto alcun ruolo operativo, possedendo esclusivamente una quota del capitale sociale".

Anche 9 misure cautelari

In tutto sono 9 le misure cautelari emesse: una in carcere e 8 obblighi di dimora. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere riguarda un imprenditore 45enne di Pino Torinese, secondo l’accusa legato a persone vicine alla 'ndrangheta, che avrebbe costituito società per riciclare denaro. Dalle indagini à emerso anche che sarebbe stato socio occulto di quattro società, con sede a Favria, Corato (Bari), Castrovillari (Cosenza) e Gallarate.

L’inchiesta

L'inchiesta era partita nel 2010, nata da una denuncia di 8 anni fa, presentata dall'ex gestore della casa di riposo comunale “Casa del sole” di Favria (Torino). Sono emerse irregolarità avvenute tra il 2010 e il 2013. L'imprenditore arrestato avrebbe estromesso la vecchia gestione e avrebbe percepito 112mila euro di contributi pubblici grazie ai suoi rapporti con alcuni amministratori pubblici.

Chi sono le persone coinvolte

L'elenco dei reati ipotizzati dopo le indagini condotte dai carabinieri di Torino, sono trasferimento fraudolento di valori, falso in atto pubblico, abuso d'ufficio, peculato, indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato, ricettazione, riciclaggio, corruzione e induzione indebita. Tra gli indagati ci sono l'ex sindaco di Fabria, alcuni componenti della giunta e del consiglio comunale nel 2010.

Data ultima modifica 14 luglio 2018 ore 18:03

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